• Articolo Bruxelles, 14 giugno 2019
  • Mobilità pulita: nuova proposta UE per testare le emissioni

  • In risposta a una sentenza del Tribunale dell’Unione europea, Bruxelles propone di reintrodurre alcuni aspetti dei test real driving emissions nella futura normativa sui trasporti

mobilità pulita

(Rinnovabili.it) – Novità in arrivò per il settore comunitario della mobilità pulita . In risposta a una sentenza del Tribunale, oggi Bruxelles ha proposto di reinserire alcuni aspetti dei test sulle emissioni di guida reali (Real Driving Emissions- RDE) nella legislazione che dovrà essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Per comprendere a pieno la questione, è necessario fare qualche passo indietro.

 

Fino a poco tempo fa, i produttori auto erano tenuti a svolgere solo determinati test di laboratorio per misurare la conformità dei loro veicoli ai limiti emissivi europei. In seguito all’ondata di scandali scatenati dal Dieselgate, l’esecutivo UE ha deciso di introdurre una procedura specifica per valutare le emissioni di guida reali o RDE con cui integrare le prove di laboratorio (anch’esse migliorate grazie al nuovo test WLTP). Dal 1 ° settembre 2017, i nuovi modelli di auto devono superare entrambe le valutazioni prima di poter essere guidati su strade europee. 

I primi risultati non si sono fatti attendere: secondo le ricerche del JRC, l‘ultima generazione di auto diesel prodotte secondo le norme RDE emette tra 20 e 60 mg di NOx per km, lì dove i modelli precedenti potevano arrivare fino a 700-800 mg / km.  

 

Qual è dunque il problema? Le modalità con cui è sviluppato e implementato il Real Driving Emissions. Il quadro giuridico è stato definito nell’ambito della procedura di comitatologia, in cui la Commissione presenta una proposta agli esperti nazionali, che decidono se modificarla o meno. Il testo viene quindi presentato a Parlamento europeo e Consiglio per l’approvazione o il rifiuto. 

Il Tribunale ha tuttavia annullato alcune delle disposizioni della legge RDE2 (regolamento 2016/646), relative ai cosiddetti “fattori di conformità”, in base al fatto che non avrebbero dovuto essere adottati mediante procedura di comitatologia, ma attraverso legislazione ordinaria. Tali fattori stabiliscono la discrepanza consentita tra il limite delle emissioni regolamentari testato in condizioni di laboratorio e i valori della procedura RDE quando l’auto è guidata da un vero guidatore su una vera strada, con l’obiettivo di ridurre progressivamente questo gap.

 

Per questo motivo la Commissione ha dovuto presentare una nuova proposta legislativa seguendo la procedura ordinaria e passarla ai legislatori. Una volta approvato, il regolamento sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e diventerà obbligatorio 3 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

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