• Articolo Roma, 19 dicembre 2014
  • Ottavo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane

    E’ Bologna la regina italiana della mobilità sostenibile

  • Car-sharing, buona dotazione di parcheggi, piste ciclabili e un efficiente servizio di trasporto pubblico rendono Bologna la città più “eco-mobile” del BelPaese

E’ Bologna la regina italiana della mobilità sostenibile

 

(Rinnovabili.it) – A che velocità sta andando la mobilità sostenibile italiana? Purtroppo per rispondere è necessario fare prima un distinguo regionale. Nonostante i progressi in questo campo stiano lentamente coinvolgendo tutto lo Stivale, a detenere lo scettro dell’ecomobility sono infatti le città del Nord d’Italia. A rivelarlo è l’annuale rapporto di EuroMobility sulla mobilità sostenibile nei principali 50 centri urbani del Bel Paese. Nella sua ottava edizione il documento ci regala una fotografia di un Paese che continua a muoversi a una doppia velocità attraverso una rete di nuovi e vecchi progetti e un parco auto in evoluzione. “Dopo 8 anni di studi, intreccio di dati e confronti – sottolinea Roberto Maldacea, neopresidente di Euromobility – si evidenzia sempre più la frattura tra nord e sud Italia, con le prime 10 città virtuose tutte al nord e una fotografia triste e impietosa del nostro stivale”.

 

Il titolo di città più “eco-mobile” non poteva che non andare a Bologna, detentrice della prima posizione nella classifica di Euromobility grazie ad un sapiente mix di “sostenibilità”. A regalarle la medaglia d’oro 2014 sono stati infatti una buona dotazione di parcheggi a pagamento e di scambio, il basso indice di incidentalità sulle strade, la dotazione di piste ciclabili, ma anche un efficiente servizio di trasporto pubblico che soddisfa peraltro un’alta domanda, il servizio di car sharing, nonché per le attività del mobility manager di Area. Secondo posto invece per Parma e terzo a Milano; poco sotto Venezia al quarto posto e Brescia al quinto. Nella “top ten” si confermano anche Bergamo (sesta) e Firenze (settima) seguite in ordine da  Padova, Torino e Genova. Brutte le performance della Capitale che non riesce ad andare più su del ventiquattresimo posto, mentre il fondo della classifica è occupato da Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

 

Ma è solo analizzando i progressi italiani attraverso gli indicatori di Euromobility che si comprende davvero quanto è lungo il passo della mobilità sostenibile nostrana. Crescono gli utenti del bike sharing, ma solo in 16 delle 50 città risulta attivo un sistema di condivisione della bici. Anche il numero complessivo degli utenti del Car Sharing, mentre appare decisamente timido l’impegno dei mobility manager di Area, figura presente in sole 32 città. Milano e Cagliari (undicesimo posto e prima città del Sud nella classifica) possiedono la maggiore offerta di Trasporto pubblico locale, in una situazione italiana complessiva in cui i tassi di motorizzazione si stanno riducendo. E sono quasi insospettabili le città con il maggior indice di motorizzazione: L’Aquila e Potenza, la prima con 75,3 e la seconda con 71,9 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (69,5) e Campobasso (69,0). Altro dato interessante quello inerente all’impatto dei veicoli: passa dal 7,5% dell’anno 2012 all’8,0% del 2013 il numero di auto a basso impatto, cioè a gpl, metano, ibride o elettriche. Si confermano Ravenna, Ferrara e Bologna, con una media prossima o superiore al 19%, le città con il numero più elevato di auto a basso impatto, in particolare a gas.

 

“Questo ottavo Rapporto – dichiara Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility – segnala la progressiva positiva riduzione del tasso di motorizzazione, complice anche la perdurante crisi economica, il continuo aumento dei veicoli a basso impatto come quelli a metano e gpl, ma anche a trazione ibrida ed elettrica, che complessivamente raggiungono l’8% del parco nazionale circolante. Ma occorre spingere di più sul pedale dei servizi innovativi: se il bike sharing vede crescere sia il numero di utenti (di circa il 37%) sia il numero di biciclette (+27% circa), come lo scorso anno, invece, ad un incremento del numero di iscritti al car sharing tradizionale (+7,8%) non corrisponde un’analoga crescita delle automobili a disposizione dei cittadini, che invece diminuiscono del 4,5%”.

Un Commento

  1. Stefano
    Posted dicembre 19, 2014 at 3:08 pm

    Sinceramente, non concordo con chi ha scritto l’articolo.
    A Bologna ci vivo ormai da 15 e la vivibilità in città e solo peggiorata con il tempo.
    Delle migliorie, è vero, ci sono state: i nuovi servizi sono un’interessante esperimento che va potenziato, il centro è ora più vivibile con l’ingresso delle auto limitato.
    Tuttavia la viabilità resta un incubo a 5 stelle! Il traffico è immobilizzato il più delle volte, i sensi unici e i giri contorti sembrano essere stati immaginati da un ubriaco più da un urbanista, mentre quando scatta il semaforo verde le auto restano ferme senza poter svoltare la metà del tempo perchè scatta anche il verde dei pedoni nella perdendicolare accanto! Questo genera stress da entrambo le parti e potenziali incidenti, ma il buon senso viene totalmente ignorato.

    I parcheggi, contrariamente a quanto sostiene chi scrive l’articolo, in pratica non esistono, anche per via dello spazio molto limitato che la città offre. Nemmeno la maggior parte dei condomini ha un parcheggio riservato e ci si deve barcamenare continuamente tra quelli a pagamento, sempre più cari, e gli orari del tagliandino da cambiare, magari un chilometro oltre la propria abitazione.
    Pensate solo che ho rininciato ad avere la macchina e giro solo in moto da 15 anni ormai… e anche così fatico molto spesso a parcheggiare!!!
    Girare in bici è molto difficoltoso, lo è sempre stato. Le “piste ciclabili”, come le chiama il comune, sono poche e mal fatte, ricavate rubando spazio sui marciapiedi, talvota allargandoli coprendo fondo stradale, oppure con una semplice stricia bianca direttamente dipinta sulla strada, con tutto quello che ne consegue.

    Il car sharing? è un buon inizio ma è molto caro e l’utilizzo va valutato in base a specifiche necessità. Inoltre i punti di ritiro e restituzione sono davvero pochi e non è conveniente spostarsi in autobus verso e dal punto noleggio, è più una scocciatura che una comodità reale.
    Gli autobus funzionano molto bene, ma smettono di funzionare a mezzanotte circa. Inoltre ci sono solo 2 notturni che fanno unicamente il giro dei viali. Un po’ pochino, quasi nulla, per la vita notturna che la nostra città offre!

    Insomma, del buono c’è ma va enormemente potenziato e rivisto per essere realmente fruibile.
    Infine, se il premio è realmente limitato, non oso nemmeno immaginare a come siano messe le altre città!

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