• Articolo Roma, 11 giugno 2015
  • Pubblicato il dossier “Nuovi treni per città più vivibili”

    Mobilità urbana, l’analisi di Legambiente per città più vivibili

  • Tram e treni obsoleti, metropolitane sempre al palo. La mobilità urbana del nostro Paese ha bisogno di un rilancio, solo così il trasporto pubblico abbatterà il traffico

Mobilità urbana l'analisi di Legambiente per città più vivibili 4

 

(Rinnovabili.it) – La mobilità urbana deve ripartire dal trasporto pubblico su rotaia. Lo sostiene Legambiente con la pubblicazione del dossier “Nuovi treni per città più vivibili”, che mappa la Penisola tracciando un quadro triste e sconsolante del settore.

Ad oggi il trasporto ferroviario italiano conta treni troppo vecchi, lenti e lontani dagli standard europei di frequenza delle corse. In Italia sono 3.290 i treni in servizio nelle regioni. L’età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale è di 18,6 anni, ma si trovano anche convogli che hanno più di 20 anni, come in Abruzzo (84,7%), Puglia(64,4%) e Umbria (66,3%). Anche se negli ultimi dieci anni sono stati realizzati interventi per la sostituzione del materiale rotabile, il tasso è ancora troppo lento e ha riguardato soltanto il 19,8% della flotta totale di treni regionali in circolazione. La Lombardia è la regione che ha comprato più treni nuovi, per un totale di 125, seguita dall’Emilia-Romagna (72). Terza a sorpresa la Campania, con 63 treni tra nuovi e completamente ristrutturati.

 

Mobilità urbana l'analisi di Legambiente per città più vivibili 2

 

 

Anche i treni metropolitani e i tram risultano troppo vecchi: a Milano l’età media è rispettivamente di 23,9 anni e 64,5; a Genova oscilla tra i 20 ed i 25 anni. Roma vive la stessa situazione. A ciò si aggiungono i ritardi e i disservizi che contraddistinguono il trasporto ferroviario e che caratterizzano la vita dei 5 milioni di pendolari che ogni giorno prendono treni regionali e metropolitane.

Ad esempio, la capitale ha 154 tram, quasi il 60% dei quali viaggia da più di 20 anni. 34 mezzi andrebbero al più presto sostituiti o rimessi in sesto. Linee di tram potenziate e protette da corsie preferenziali, sarebbero una delle soluzioni fondamentali per rilanciare il trasporto pubblico e togliere qualche auto da strade che certe volte farebbero impallidire Nuova Delhi.

Secondo il dossier, sarebbero 945 milioni i passeggeri che ogni anno prendono tram o metro nella capitale, mentre sono 90 mila quelli che ogni giorno salgono sul treno Roma-Lido, la tratta pendolare italiana con il più alto numero in assoluto di viaggiatori. Nei giorni scorsi, ma non è la prima volta, una serie di guasti ha portato migliaia di persone a dover percorrere a piedi la ferrovia, in penose scene da selvaggio west.

 

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La situazione della capitale è paradigmatica di quella del Paese: così Legambiente ha provato a lanciare una proposta: sono 1.593 i treni che mancano all’Italia per avere un servizio realmente competitivo, cioè con materiale rotabile che non superi i 20 anni di età e un rafforzamento del servizio nelle tratte più frequentate. Precisamente, dai calcoli servirebbero 1.293 treni per il trasporto regionale, 150 per rafforzare il servizio sulle linee metropolitane e 184 tram per il servizio urbano.

Dallo studio di Legambiente emerge, inoltre, come il trasporto su ferro italiano debba recuperare terreno rispetto a quello europeo. In totale, la lunghezza delle linee di metropolitane in Italia è pari a 227.5 chilometri, lontana da Berlino (147.5 km), Parigi (219.5 km), Madrid (290.3) e Londra (464.2). Per quanto riguarda ferrovie suburbane, la Penisola è dotata di una rete totale di 637.6 km mentre sono 2.034 quelli della Germania, 1.815 km nel Regno Unito e 1.400 in Spagna. Per quel che concerne i tram, fino a qualche decennio fa l’Italia ricopriva una posizione di vertice nelle classifiche europee: oggi 9 città sono dotate di almeno una linea tramviaria, mentre sono 11 in Spagna, 24 in Francia e 47 in Germania.

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