• Articolo Roma, 21 novembre 2018
  • Auto diesel: quanti europei sanno di usare l’olio di palma?

  • 7 europei su 10 sono contrari a bruciare l’olio di palma nelle loro auto, ma la maggior parte non sa che questo biodiesel è il più popolare sul mercato UE. Parte la campagna ambientalista #NotInMyTank

olio di palma

 

 

10 ONG ambientaliste lanciano #NotInMyTank per dire basta all’olio di palma nei motori

(Rinnovabili.it) – Quando si parla di olio di palma il primo pensiero va al settore alimentare, divenuto in questi anni facile bersaglio del dibattito ambientale. Pochi sanno però che la maggior parte di quest’olio, almeno in Europa, non finisce in merendine o biscotti ma all’interno dei serbatoi delle auto diesel. Dall’introduzione della direttiva europea per la promozione dei biocarburanti (anno 2009), l’olio di palma si è fatto velocemente strada nei trasporti, al punto da essere oggi la materia prima più diffusa ed economica per la produzione del biodiesel. Gli ultimi dati UE assegnano al suo combustibile tre quarti dell’attuale mercato dei biofuel.

Questa esplosione del settore ha fatto sì che auto e camion divenissero i principali consumatori europei: il 51% dell’olio di  palma importato in Europa finisce nei veicoli, contro un 39% usato complessivamente nel settore alimentare e cosmetico.

 

Bruxelles sta tentando di mettere una toppa al problema, soprattutto dopo la pubblicazione di alcuni studi che accusano questo biodiesel di essere più inquinante del gasolio fossile, ma il percorso per mettere al bando tale prodotto è tutto in salita. La Commissione europea ha tempo fino al 1° febbraio 2019 per pubblicare un atto delegato che stabilisca i criteri scientifici per eseguire la progressiva eliminazione dell’olio di palma nei biocarburanti e le pressioni dei paesi produttori non sono tardate ad arrivare.

 

Per esortare l’esecutivo a non abbassare la guardia sul problema, una coalizione internazionale di ONG ambientaliste, tra cui Legambiente, ha lanciato oggi in diversi stati membri la campagna #NotInMyTank. L’iniziativa comporterà una serie di eventi pubblici e culminerà in una “giornata europea di azione”, con più dimostrazioni a Roma, Madrid, Berlino, Parigi e Berlaymont, sede della Commissione europea. La coalizione ha anche  curato una petizione per i cittadini, annunciando diversi “raduni delle scimmie” per convincere i responsabili politici ad agire per evitare l’estinzione di molte specie, inclusi gli oranghi, causate dalla deforestazione. Uno dei punti principali della campagna #NotInMyTank sarà quello di diffondere le informazioni su tema. In un sondaggio somministrato a 4.500 europei in nove paesi, l’82% dei cittadini ha ammesso di non essere a conoscenza del fatto che al carburante diesel venisse aggiunto olio di palma. Quasi il 70% però si è detto a favore della fine del sostegno politico e delle sovvenzioni per l’olio di palma nel biofuel. Una percentuale che in Italia ha toccato il 75%.

 

“Volevamo combustibili più puliti per salvaguardare l’ambiente, invece abbiamo l’olio di palma, che distrugge le foreste, alimentando le auto diesel: è un paradosso insopportabile”, ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore esecutivo di Legambiente. “Questa campagna darà voce alle preoccupazioni della maggior parte degli italiani e degli europei, che sono contrari. Abbiamo bisogno di biocarburanti avanzati, prodotti da rifiuti, nel contesto di un’economia circolare”.

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