• Articolo Roma, 18 settembre 2012
  • Una prima misura potrebbe essere l’abolizione delle misure di sostegno

    Per Oxfam, i biocarburanti porteranno la fame in tutto il mondo

  • Secondo quanto emerge dal rapporto “Bad bio”, la corsa ai biocarburanti provocherà fame, malnutrizione e aumento dei prezzi dei prodotti alimentari a livello mondiale

(Rinnovabili.it) – “Serbatoi pieni, pance vuote”. È questa la critica che Oxfam rivolge alla politica europea sui biocarburanti, colpevoli di aver occupato una quantità di terra che, se fosse stata coltivata a grano e mais, avrebbe potuto sfamare 127 milioni di persone in un anno. Stando a quanto sostenuto nel rapporto Oxfam “Bad Bio”, infatti, i biocarburanti, oltre a provocare l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari a livello globale, aumenterebbero fame e malnutrizione nei Paesi più poveri. Come ha spiegato la responsabile della Campagna Coltiva di Oxfam (di cui fa parte anche il rapporto “Bad Bio”), Elisa Bacciotti, gli obiettivi imposti a livello europeo nel settore dei trasporti sono raggiungibili solo attraverso la produzione di biocarburanti da colture alimentari, che spesso avviene nei Paesi extracomunitari. «In questo modo – ha commentato la Bacciotti – l’Europa sta scatenando la corsa ai biocarburanti a livello mondiale, privando milioni di persone di cibo, terra e acqua».

A ciò si aggiunge, poi, l’enorme spreco di risorse pubbliche: “Solo nel 2008 – si legge nella nota stampa – il valore degli incentivi per la produzione di biocarburanti è stato di circa 3 miliardi di euro, quasi quanto il totale dei tagli previsti dal controverso accordo sul salvataggio della Grecia deciso lo scorso febbraio. In Italia, sempre nel 2008, il costo delle mancate entrate per l’erario dovute agli incentivi per lo sviluppo dei biocarburanti è stato di oltre 100 milioni”. Insomma, per Oxfam è necessario agire e trovare soluzioni prima che siano troppe le persone condannate alla fame e alla povertà, iniziando con l’abolizione delle misure di sostegno a favore dei biocarburanti. Le alternative, per Oxfam, ci sono: migliorare l’efficienza delle case automobilistiche, rendere efficiente la rete dei trasporti, promuovere la mobilità elettrica.