• Articolo Roma, 23 novembre 2018
  • Purificazione del biogas, il brevetto ENEA migliora la tecnologia

  • È rapido ed economico l’impianto con fotobioreattore a LED inventato per il clean-up biologico del biogas

Purificazione del biogas

Il procedimento di purificazione del biogas abbassa tempi e costi

(Rinnovabili.it) – L’Italia del biometano sta iniziando a ingranare la marcia. Rimossi gli ultimi ostacoli normativi al comparto, la filiera è libera di crescere e dare un contributo significativo sia al livello del sistema elettrico che di quello dei trasporti.  Per accelerare ulteriormente il mercato, serve ora un aiuto tecnologico, come quello fornito dalla ricerca Enea. Appartiene, infatti, all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, il brevetto per un nuovo sistema di purificazione del biogas, passaggio chiave per la produzione di biometano.

Il sistema in questione è un fotobioreattore a LED in grado di rimuovere efficacemente dalla miscela l’idrogeno solforato (H2S), una sostanza tossica e corrosiva, dal caratteristico odore di uova marce.  “Il biogas è prodotto dalla fermentazione di biomasse da parte di microrganismi”, spiega la ricercatrice Elena De Luca, inventrice del brevetto. “Oltre ai due costituenti principali, metano e anidride carbonica, sono presenti composti secondari come l’idrogeno solforato. Per poter essere utilizzato come combustibile il metano presente nel biogas deve essere separato sia da questi composti che dall’anidride carbonica, con un procedimento chiamato upgrading del biogas”.

 

Come funziona il sistema? All’interno dell’apparecchio viene fatta scorrere una soluzione, contenente un mezzo di coltura liquido e una popolazione di batteri foto-sintetici solfo-ossidanti: i microorganismi, resi più efficienti nel loro lavoro grazie alla lunghezza d’onda della luce LED, degradano l’H2S in zolfo elementare. Un’apposita sezione di decantazione permette successivamente di estrarre lo zolfo (che può essere ri-destinato a diversi impieghi sia a livello industriale che agricolo). Il procedimento, spiega Enea in una nota stampa, risulta competitivo per tempi e costi.

“Il processo, opportunamente sviluppato, sarà utile per produrre biometano a costi notevolmente più bassi rispetto agli attuali sistemi di purificazione”, aggiunge De Luca. “Inoltre, l’incremento di produzione del biometano potrebbe avere ricadute positive sull’ambiente grazie a un suo maggior utilizzo nel trasporto su gomma”.

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