• Articolo Sydney, 11 novembre 2019
  • Australia, la compagnia aerea Qantas vola verso le zero emissioni

  • Attivisti, viaggiatori e investitori sono sempre più attenti nei confronti delle politiche climatiche del settore dell’aviazione. Per questa ragione, la compagnia aerea di bandiera australiana dichiara di voler raggiungere l’obiettivo “zero emissioni” entro il 2050.

Qantas

Credits: skeeze da Pixabay

Con un investimento di 34,3 milioni di dollari in carburanti sostenibili, la compagnia di bandiera Qantas si impegna concretamente contro il flight shaming

 

(Rinnovabili.it) – Qantas Airways, la compagnia aerea di bandiera dell’Australia, ha annunciato il suo impegno a ridurre le emissioni di CO2 e a raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050, unendosi così agli sforzi dell’International Airlines Group (IAG), il primo grande gruppo di trasporto aereo che, anche grazie alle pressioni da parte di numerosi gruppi di attivisti per l’ambiente (fra cui Extinction Rebellion), ha annunciato la propria volontà di raggiungere lo stesso obiettivo.

 

Ma non solo, perché le richieste di un impegno climatico concreto del settore dell’aviazione arrivano anche da parte dei clienti delle compagnie aeree e degli investitori più attenti all’ambiente. Come ha dichiarato Alan Joyce, amministratore delegato di Qantas, “lo stiamo facendo perché è la cosa responsabile da fare”, aggiungendo anche di voler limitare le emissioni nette ai livelli del 2020, investendo 34,3 milioni di dollari in 10 anni per sviluppare carburanti sostenibili e contribuire a ridurre le emissioni di carbonio dell’80% rispetto al carburante tradizionale per jet.

 

 

In questo campo, la compagnia aerea nazionale australiana si è già impegnata in programmi di sperimentazione, pilotando un aereo da Los Angeles a Melbourne utilizzando biocarburanti di semi di senape. “Sappiamo che la tecnologia c’è”, ha detto Joyce, “bisogna effettivamente farlo da un punto di vista commerciale e in modo scalare, senza che ciò [l’uso di biocarburanti] abbia alcun impatto sulle colture alimentari, ad esempio aumentandone il costo”.

 

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Qantas, inoltre, è la compagnia aerea con il più grande programma di compensazione nel settore dell’aviazione, con circa il 10% dei clienti che scelgono di compensare per i propri voli attraverso donazioni per progetti ambientali. Le compagnie aeree, infatti, stanno trovando sempre più difficile ignorare la crescente pressione sulle loro politiche climatiche da parte degli investitori: i gestori di fondi pensionistici e di fondi sovrani, tra gli altri, stanno dimostrando maggiore attenzione, limitando l’esposizione alle azioni di petrolio, gas e carbone, le quali (anche grazie alle nuove politiche sul clima) rischiano di diventare sempre più instabili. Per questo motivo, l’industria aeronautica sta lanciando una campagna che spera possa contrastare il movimento di “flight shaming” (vale a dire, giudicare negativamente chi fa uso del trasporto aereo) che guadagna slancio man mano che i viaggiatori diventano più consapevoli dell’impatto ambientale.

 

Se, da una parte, l’industria aeronautica ha già dimezzato le emissioni di carbonio di ciascun viaggiatore aereo dal 1990 grazie ad aeromobili più efficienti, dall’altra i costruttori di aerei e motori stanno lavorando a piani per motori ibridi o completamente elettrici per contribuire a ridurre le emissioni future.

 

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