• Articolo Losanna, 27 gennaio 2016
  • Se la ricarica veloce delle auto elettriche non pesa sulla rete

  • I ricercatori dell’EPFL hanno trovato la soluzione per la ricarica veloce che non impatti sulla rete: lo stoccaggio intermedio

Electric car in charging

 

(Rinnovabili.it) – Le auto elettriche saranno veramente competitive solo quando la loro ricarica sarà facile e veloce come per i veicoli tradizionali. Ma se da un lato la capacità delle batterie e dei sistemi di storage sta migliorando in maniera esponenziale, dall’altro la rete elettrica rimane l’anello debole: unitamente alla diffusione dei punti di ricarica, un elemento che desta preoccupazione è anche della futura domanda energetica, quando a fare il pieno simultaneo saranno migliaia di veicoli e non due o tre auto. Il problema si pone soprattutto per i punti di fast recharge, che richiedono fino a dieci volte più energia delle normali colonnine – spiegano i ricercatori del Politecnico di Losanna. E proprio dai laboratori dell’Università svizzera che arriva una possibile soluzione: lo stoccaggio intermedio.

 

Oggi ci vuole circa un minuto e mezzo per mettere nella macchina abbastanza diesel da farle percorrere circa 1000 km; con lo stesso tempo le auto elettriche non farebbero più di 6 km.
L’unico modo per rendere il processo più rapido è quello di aumentare il flusso di energia in uscita.  Ma una ricarica così veloce richiederebbe 4,5 MW di potenza, pari a quella necessaria per far funzionare 4.500 lavatrici all’unisono. E la rete elettrica non potrebbe che risentirne.

 

“Abbiamo immaginato un sistema di stoccaggio intermedio“, ha dichiarato Alfred Rufer, ricercatore presso il Laboratorio di Elettronica Industriale dell’EPFL. “Questa memorizzazione temporanea disaccoppia le stazioni dalla rete, garantendo un alto livello di ricarica per veicoli”. E ciò può essere realizzato con la rete a bassa tensione (quella che arriva nelle case) o a media tensione (distribuzione regionale) riducendo notevolmente gli investimenti. Stoccaggio intermedio è realizzato utilizzando una batteria al litio ferro delle dimensioni di un container, che è costantemente in carica dalla rete ad un basso livello di potenza. Quando un’e-car ha bisogno una ricarica rapida, la batteria tampone trasferisce velocemente l’elettricità immagazzinata al veicolo senza che la rete venga coinvolta.

 

Per dimostrare il funzionamento del sistema, i ricercatori del Politecnico di Losanna hanno costruito un dimostratore che viene alimentato dalla rete a bassa tensione. Le simulazioni hanno dimostrato che una stazione in grado di caricare rapidamente 200 vetture al giorno avrebbe bisogno di una capacità di stoccaggio intermedio di 2,2 MWh. Lo stesso ordine di grandezza dell’energia consumata da una casa in un anno. In termini di volume, corrisponde grosso modo quattro container.

2 Commenti

  1. Davide Luce
    Posted gennaio 27, 2016 at 3:48 pm

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    gruppoacquistoauto.it
    Grazie!

  2. Mario Perferi
    Posted maggio 25, 2016 at 12:52 pm

    Per fare il pieno di metano occorrono da 10 a 15 minuti perchè l’auto elettrica dovrebbe impiegarne 1,5? Chi ha fretta e desidera correre sia guardando l’orologio sia schiacciando l’acceleratore non comprerà mai nè un’auto a metano nè un’auto elettrica. Se l’approccio applicativo è sempre quello del confronto con l’autotrazione tradizionale tutti i sistemi saranno perdenti o costosi all’ennesima potenza. Io credo che un sistema debba essere sostenibile anche nella pratica oltre che nelle intenzioni. E pensare di riempire le strade di e-car che collassano le reti elettriche o richiedono stazioni di ricarica grandi come delle palestre non sia un approccio corretto. A meno che tutto ciò diventi un comodo alibi per fermare qualunque sviluppo di sistemi alternativi. A pensar male si fa peccato ma …

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