• Articolo Strasburgo, 19 aprile 2013
  • I deputati chiedono all'Esecutico UE di istituire un sistema di incentivi al posto della tassa

    Rottamazione navale, Strasburgo respinge il fondo di riciclaggio

  • La plenaria dell’Europarlamento boccia la proposta della Commissione Ambiente di istituire una tassa alle navi che approdano nei porti comunitari sul principio “chi inquina paga”

Rottamazione navale, Strasburgo respinge il fondo di riciclaggio(Rinnovabili.it) – Nessuna eco-tassa per le grandi navi che approderanno ai porti europei. Si è espresso così, ieri, l’europarlamento votando contro la proposta avanzata dalla sua Commissione Ambiente. Lo scorso febbraio infatti i deputati avevano approvato la proposta normativa  del relatore Carl Schlyter che introduceva, tra le altre cose, l’idea di istituire un fondo ad hoc per le strutture di riciclo, da finanziare con i proventi di una nuova tassa applicabile a tutte le imbarcazioni attraccate nei porti europei. La proposta prevedeva anche che la quota pagata venisse restituita qualora la nave fosse smantellata correttamente nella lista di strutture certificate presenti a livello globale.

La plenaria, con 299 voti favorevoli, 292 contrari e 21 astensioni, si è opposto alla possibilità di istituire tale fondo, adottato piuttosto un emendamento che invita la Commissione europea a presentare una proposta legislativa, entro la fine del 2015, per un sistema pro riciclaggio delle imbarcazioni basato sul meccanismo degli incentivi. Rimane invece la proposta di obbligare gli Stati membri sarebbero a redigere una lista dei materiali pericolosi a bordo di ogni nave dell’UE ed extracomunitarie per poter imporre sanzioni in caso di non conformità con l’inventario. “Anche se si è votato per porre fine alle cattive pratiche di demolizione navale dell’UE nei paesi in via di sviluppo, questo sforzo è minacciato dal fallimento del Parlamento nell’adottare un meccanismo finanziario che sostenga questo principio”, ha detto l’onorevole Schlyter dopo il voto. “E’ molto frustrante che una maggioranza risicata abbia ceduto alle pressioni fuorvianti dell’industria marittima, cercando di evitare le sue responsabilità, e abbia respinto il meccanismo finanziario proposto nella mia relazione, che avrebbe reso il riciclaggio sicuro delle navi più competitivo”.