• Articolo Rimini, 30 agosto 2012
  • Entro la fine del 2012 saranno 20 le stazioni di ricarica riminesi

    Rimini “si muove elettricamente”

  • Il capoluogo romagnolo è uno dei 10 coinvolti nel Protocollo di Intesa tra Regione Emilia Romagna ed Enel, grazie al quale la mobilità elettrica sarà promossa in maniera capillare su tutto il territorio regionale

(Rinnovabili.it) – Arriveranno a 20 le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici che entro la fine del 2012 saranno realizzate a Rimini e posizionate in luoghi strategici per la mobilità cittadina. Dopo la prima posizionata sul Lungomare di Via Beccadelli, ne è arrivata anche una seconda che andrà a servire il quartiere fieristico con l’obiettivo di promuovere una logistica interna a basso impatto ambientale sia i per visitatori che per le merci. L’iniziativa è il frutto del Protocollo di Intesa sottoscritto tra la Regione Emilia Romagna ed Enel, che intende supportare uno sviluppo capillare della mobilità elettrica attraverso un sistema di infrastrutture di ricarica distribuite su tutto il territorio regionale.

Il progetto si chiama “Mi muovo elettrico” e Rimini è uno dei dieci capoluoghi regionali coinvolti che, come dichiarato dall’Assessore alle Politiche Ambientali del Comune, Sara Visintin, si sta impegnando molto nella promozione di un’economia verde e nella definizione di un nuovo modello di sviluppo, in questo caso finalizzato a promuovere una mobilità a zero emissioni attraverso l’allargamento della rete di distribuzione di ricarica. Una volta messa a punto, la rete sarà estremamente flessibile e di facile fruibilità e lascerà agli automobilisti la libertà di scegliere come e dove ricaricare la propria vettura, senza costi aggiuntivi o ostacoli burocratici. Come spiegato dal Direttore della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel, Livio Gallo: «con l’interoperabilità delle infrastrutture di ricarica, i cittadini di Bologna, Rimini, Reggio Emilia, Imola, Modena e Piacenza, possono fare il “pieno di elettricità” in ciascuna di queste sei città senza costi aggiuntivi, e ampliando notevolmente il raggio della loro mobilità a zero emissioni».