• Articolo Copenaghen, 27 maggio 2019
  • Traghetti elettrici sulle acque europea, la Danimarca spiana la strada

  • L’operatore danese Ærø Kommune ha costruito un prototipo da record: l’imbarcazione elettrica è in grado di pecorrere la distanza maggiore mai raggiunta per la sua categoria

traghetti elettrici

 

Traghetti elettrici efficienti e leggeri: il progetto E-ferry colpisce nel segno

(Rinnovabili.it) – Conto alla rovescia per la chiusura di E-ferry, il progetto europeo avviato nel 2015 con l’obiettivo di dar vita a una nuova flotta di traghetti elettrici. L’iniziativa, finanziata dal programma H2020,  aveva 48 mesi di tempo e un budget di 21 milioni di euro per riuscire nell’intento, ossia progettare, costruire e dimostrare la validità di un’imbarcazione full elctric adatta al trasporti di persone e veicoli e in grado di coprire distanze a medio raggio. Il prototipo ha ricevuto il battesimo dell’acqua proprio in questi giorni: è stato costruito dall’operatore danese Ærø Kommune, partner del progetto, e già oggi è in grado di coprire 22 miglia nautiche grazie al più grande pacco batterie mai installato su una nave. Non solo: il sistema d’accumulo – 4,3 MWh di capacità – è stato suddiviso in 20 unità collegate a convertitori separati. Un espediente tecnico che permette, in caso di problemi a una delle unità, di perdere solo un ventesimo della potenza disponibile. Spiega Trine Heinemann, della società Ærø Kommune: “Le batterie fungono da generatori di emergenza l’uno per l’altro. Ognuna ha un’unità di controllo che tiene traccia della temperatura e della tensione delle altre, assicurandosi che sia sempre entro certi limiti”. In caso contrario, la batterie difettosa viene spenta.

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Dotare i traghetti elettrici di un simile sistema di stoccaggio, significa anche esser venuti a patti con il peso di questi dispositivi. Leclanché, il fornitore delle batterie, ha anche ridotto il peso dei moduli del 15-20 per cento, ma rendere l’imbarcazione più leggera possibile è stato, fin da subito, la priorità di E-ferry. Tra i “trucchi” usati per ridurre il peso complessivo, quello di aver realizzato il ponte in allumino anziché acciaio e l’aver impiegato carta riciclata anziché legno per i mobili.

 

Il braccio di ricarica è una delle soluzioni innovative che contraddistingue il progetto. È un primo del suo genere ed è stato sviluppato appositamente per i traghetti elettrici di E-ferry. “La maggior parte dei traghetti ha i caricatori sul lato terra anziché sulla rampa. Per questo motivo, quando si verificano i cambiamenti della marea, il braccio rischia di trovarsi troppo più in alto o troppo più in basso rispetto a dove si trova la spina elettrica. Nel nostro caso, rampa e nave si muovono insieme, per cui si spera che si verificheranno meno situazioni in cui la carica non potrà aver luogo”.

 

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