• Articolo Zhuzhou, 7 giugno 2017
  • Sarà il primo nel suo genere

    Il tram a batteria cinese non ha bisogno di rotaie

  • Dal 2018 la città di Zhuzhou metterà su strada un nuovo prototipo di tram a batteria a guida automatica, che corre su rotaie virtuali grazie ai sensori

tram a batteria

 

(Rinnovabili.it) – Un altro primato mondiale della Cina, questa volta nella mobilità sostenibile. A Zhuzhou, nella provincia di Hunan, è arrivato il primo tram a batteria che non ha bisogno delle rotaie, ma si muove su strada grazie ad un sistema di guida automatica intelligente. Lungo 30 metri e ideato dalla società ferroviaria cinese CRRC Zhuzhou, si chiama ART (Autonomous Rail Rapid Transit) e ha la forma di un treno o di un tram, ma procede su ruote gommate. Grazie ai suoi sensori, è in grado di leggere le dimensioni delle strade e pianificare il proprio itinerario. Questa forma futuristica di trasporto pubblico può viaggiare ad una velocità di punta di 70 km/h, è composta da tre carrozze che ospitano 100 passeggeri l’una, ma nella sua versione implementata può arrivare a caricarne fino a 500 con l’aggiunta di due vagoni.

 

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Si tratta di un nuovo modo, secondo i progettisti, per ridurre la pressione sugli altri mezzi di trasporto e aiutare città tram a batteriadi piccole e medie dimensioni ad evitare investimenti cospicui nelle ferrovie. La sua colorazione verde suggerisce il basso impatto ambientale: alimentato dall’energia elettrica, il tram può viaggiare per 40 km con una sessione di carica.

Dopo una fase di test durata ben quattro anni, dal 2018 la CRRC Zhuzhou  metterà su strada nell’omonima città il nuovo mezzo. Nel frattempo, l’amministrazione avrà completato il tracciato di 6,5 km sull’asfalto che il tram a batteria dovrà poi rispettare. I sensori individueranno i binari virtuali da seguire e, con un costo contenuto, dovrebbe essere aperta una nuova linea di trasporto pubblico. Il condizionale è d’obbligo, perché non è la prima volta che dalla Cina arrivano proposte innovative e apparentemente fattibili, salvo poi naufragare qualche anno dopo il lancio senza aver mai raggiunto il mercato. Ormai celebre il caso del TEB, l’autobus da 1400 posti a forma di galleria capace di saltare le code

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