• Articolo Roma, 14 febbraio 2013
  • Presentata a Roma la Ricerca “Verso un piano nazionale di riduzione della CO2 dei trasporti”

    Trasporti più puliti grazie alla green economy

  • Valutando le opportunità offerte dallo sviluppo dell’economia sarebbe realisticamente possibile raggiungere una riduzione del 26% delle emissioni di CO2 al 2030 rispetto ai valori attuali

(Rinnovabili.it) – Da fanalino di coda della mobilità sostenibile europea a Paese all’avanguardia nella tecnologia del settore trasporti. Per compiere questo salto qualitativo l’Italia ha una sola chance che si chiama green economy. A raccontare quanto lo stivale possa davvero ottenere attraverso lo sviluppo dell’economia verde sul fronte della mobilità è la ricerca “Verso un piano nazionale di riduzione della CO2 dei trasporti” realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in partenariato con il Ministero dell’Ambiente e presentata oggi a Roma. L’evento ha dettato la sua personale ricetta per traghettare l’Italia fuori da quel cono d’ombra in cui sembra essere bloccata; oltre ad essere il primo stato d’Europa (se escludiamo il Lussemburgo) per numero di autoveicoli privati/abitante, il Belpaese è anche in fondo alla classifica comunitaria con le percentuali di trasporto merci su ferrovia più basse, la minore incidenza di trasporto pubblico urbano e una mobilità ciclo-pedonale assolutamente sotto la media dell’UE27.

 

Per risollevarsi da questo quadro poco confortante, la ricerca formula una proposta di  “Piano nazionale per la mobilità a basse emissioni di carbonio”, con obiettivi concretamente realizzabili al 2020 e al 2030, elaborati  a partire dalle opportunità offerte dalla green economy. Secondo il Piano sarebbe realisticamente possibile raggiungere, a livello nazionale, una riduzione del 26% delle emissioni di CO2 al 2030 rispetto ai valori attuali.

 

“La nostra ricerca – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – documenta che più del 70% delle emissioni di CO2 prodotte dal settore trasporti si riferisce a spostamenti per distanze inferiori ai 50 km, relativi quindi ad una dimensione urbana. E’ lì che si può agire ottenendo il miglior rapporto costi/benefici e sfruttare al meglio il potenziale di riduzione della CO2 di ogni euro investito”.

 

Azioni e suggerimenti che non hanno nulla di astratto ma che potrebbero da subito risollevare le sorti della mobilità italiana. La relazione, ad esempio, suggerisce che se si realizzasse in tutta Italia la proporzione tra trasporto pubblico e privato esistente oggi in Liguria negli spostamenti entro i 20 chilometri (64,7% auto-36,3% trasporto pubblico) sarebbe possibile ridurre le emissioni di CO2 di 2,6 Mt nel 2020 e di 4,8 Mt nel 2030.