• Articolo Roma, 12 novembre 2018
  • Anche l’Italia strizza l’occhio al trasporto ferroviario a idrogeno

  • Accordo fra RFI, Università La Sapienza e Cnim per lo studio delle tecnologie dell’idrogeno da utilizzare in sistemi di trazione ferroviaria

trasporto ferroviario a idrogeno

 

I primi passi italiani per promuovere lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno

(Rinnovabili.it) – A settembre 2018 è entrato ufficialmente in funzione, in Germania, Coradia iLint, il primo treno a idrogeno del mondo: l’innovativo convoglio corre oggi sui binari della Bassa Sassonia in sostituzione a vecchi mezzi diesel con l’obiettivo di divenire un modello esportabile nel mondo. Il progetto è nato per sostenere una propulsione pulita al mondo dei viaggi su rotaia in assenza di linee elettrificate e l’idea non è così peregrina. Anche in Italia, infatti, il trasporto ferroviario a idrogeno sembrerebbe aver iniziato a ritagliarsi un suo spazio personale.

È di questi giorni l’accordo tra il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale – DIMA dell’Università Sapienza, la Rete Ferroviaria Italiana -RFI (Gruppo FS Italiane) e il Comitato Nazionale Italiano Manutenzione- Cnim per avviare uno studio sulle potenzialità di questo vettore energetico. L’intesa è stata firmata lo scorso 9 novembre a Roma. I tre partner indagheranno i benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dalla propulsione elettrica a idrogeno e valuteranno come attivare possibili sinergie rispetto agli sviluppi dell’industria di settore e degli impianti energetici da fonti rinnovabili.

 

Il lavoro ha come base le sperimentazioni già attivate da RFI in Italia, e più precisamente in Toscana e Trentino, con l’iLint di Astolm. L’accordo consentirà di compiere il passo successivo, individuando le soluzioni più idonee per la produzione e l’approvvigionamento del vettore. Una soluzione che potrebbe rivelarsi utile per le diverse linee a trazione diesel ancora presenti a livello nazionale (in particolar mondo in Sardegna, Valle d’Aosta e Molise). “RFI – ha commentato Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana – è da sempre impegnata nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica per modernizzare il trasporto ferroviario nel nostro Paese, in termini di efficienza e impatto ambientale, Come Gestore dell’infrastruttura siamo consapevoli dell’importanza strategica di una mobilità sempre più sostenibile e delle opportunità che possono derivare da questo progetto e da questa collaborazione che, nello specifico, permetterà di studiare le migliori soluzioni tecniche di fornitura dell’idrogeno per la mobilità ferroviaria”.

 

>>Leggi anche Il primo treno fotovoltaico si muove sulle rotaie australiane<<

 

Lo studio sul trasporto ferroviario a idrogeno sarà svolto presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e potrà contare su Comitato Scientifico che definirà le metodologie di lavoro, coordinerà le attività e validerà i risultati.

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