• Articolo Vancouver, 18 febbraio 2016
  • Ideato da una startup canadese

    Da Vancouver il triciclo ibrido per la sharing mobility

  • Luci LED, retromarcia, carrozzeria in alluminio e un’autonomia di 100 km. Così Veemo, il triciclo ibrido a pedalata assistita entra nel mondo dello sharing

Da Vancouver il triciclo ibrido per la sharing mobility

 

(Rinnovabili.it) – Si chiama Veemo il triciclo ibrido per lo sharing inventato da VeloMetro, una startup di Vancouver che promette di risolvere i problemi di congestionamento delle strade. Ha una scocca in pannelli di alluminio compositi, con zone di deformazione integrate. Monta poi una trasmissione automatica con retromarcia, freni a disco idraulici e un sistema di illuminazione a LED.

Dovrebbe pesare circa 120 chili nella sua versione definitiva. Grazie alla batteria agli ioni di litio, i suoi creatori promettono una autonomia di 100 chilometri. La velocità massima, tuttavia, è limitata a 30 km/h per evitare che il triciclo ibrido sia classificato come veicolo a motore.

Ma Veemo è qualcosa in più di un triciclo, perché è completamente chiuso. Chi lo guida non ha bisogno di indossare un casco o indumenti protettivi. La pedalata assistita permette di non dover sudare sette camicie durante gli spostamenti, anche se gli utenti più attenti al fitness possono scegliere una minore assistenza da parte del motore.

 

Da Vancouver il triciclo ibrido per la sharing mobility 2«Ci sono studi che dimostrano come fino al 60% della popolazione urbana preferirebbe i veicoli a due ruote – dichiara Kody Baker, cofondatore di VeloMetro – Ma poi non desiste perché dovrebbe acquistare l’abbigliamento adatto, il casco o preoccuparsi che il mezzo non  venga rubato. Abbiamo progettato un veicolo e un servizio che risolve tutti questi problemi».

Non bisogna necessariamente iscriversi a una piattaforma. È sufficiente uno smartphone per verificare la presenza del triciclo ibrido nei parcheggi VeloMetro più vicina, mentre con la carta di credito è possibile pagarne l’utilizzo. Quando l’utente si avvicina alla destinazione, un tablet sul cruscotto connesso a internet gli mostra i parcheggi più vicini.

«Stiamo lavorando con la città di Vancouver per inserire qualche nostro veicolo nella loro flotta utilizzata dal personale – annuncia Baker – Poi testeremo una flotta di Veemo presso la University of British Columbia, che gli studenti e il personale potranno usare per andare in giro nel campus».

Il primo servizio di Veemo-sharing per il grande pubblico è previsto a Vancouver il prossimo anno. Altre città del Nordovest americano dovrebbero seguire a ruota.

Un Commento

  1. ritamir
    Posted febbraio 19, 2016 at 9:35 am

    A me non sembra tanto malaccio. Pensando alla popolazione che invecchia, ne farei uno a pedalata superassistita; la chiamerei “pedalata-badante”.

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