• Articolo Londra, 27 gennaio 2020
  • Londra, Uber insieme a Nissan per una flotta 100% elettrica

  • La compagnia di trasporto privata ha stretto un accordo con la casa automobilistica per la fornitura di auto elettriche. Nell’ultimo anno, il numero di veicoli Uber a zero emissioni circolanti per la capitale inglese è cresciuto del 350%

Nel 2016 Nissan aveva già fornito a Uber una flotta di 20 Leaf nell’ambito di un progetto pilota per la mobilità elettrica nella capitale britannica

(Rinnovabili.it) – Uber si muove in direzione dell’elettrificazione, promuovendo l’utilizzo di auto a zero emissioni. La “svolta” ha preso piede lo scorso anno in Inghilterra, dove la celebre compagnia privata di trasporto passeggeri aveva lanciato a gennaio 2019 il Clean Air Plan, cioè una sorta di “tassa sull’aria” per contrastare l’inquinamento atmosferico. In pratica, per tutte le corse londinesi è stata imposta una maggiorazione di 15 penny al miglio per aiutare i conducenti a sostenere i costi necessari all’acquisto di un’auto elettrica. La tassa ha funzionato,  considerando che in questo primo anno la società ha raccolto più di 80 milioni di sterline per il supporto dell’iniziativa. Tradotto, significa che i conducenti hanno in media risparmiato circa 4.500 sterline sui costi per il passaggio ad un veicolo a zero emissioni, con il risultato che, in meno di un anno, il numero delle auto elettriche Uber circolanti per Londra è cresciuto di oltre il 350%.

 

Numeri destinati a lievitare ulteriormente grazie all’accordo recentemente stretto con Nissan per la fornitura di 2000 Leaf 100 % elettriche. Nel dettaglio, la casa giapponese garantirà a Uber un programma formativo ad hoc sui veicoli elettrici, uno schema di incentivi sui prezzi di acquisto e un piano di marketing a supporto. Spinta da un’unità elettrica da 40 kWh e forte di un’autonomia di percorrenza fino a 270 km, la Leaf che equipaggerà la flotta Uber è la nuova generazione del modello lanciato nel 2010, prima auto 100% elettrica per il mercato di massa di cui sono state vendute oltre 450.000 unità in tutto il mondo.

 

Uber, lo ricordiamo, era recentemente finita nel mirino di Transport&Environment che, sulla base dei dati raccolti da Euromonitor, aveva cercato di stimarne l’impronta di carbonio in Europa. L’Ong evidenziava come il parco auto utilizzato da Uber si appoggiasse prevalentemente sul diesel, stimando che, dall’inizio del servizio, nelle sole città di Londra e Parigi, la compagnia potesse essere ritenuta responsabile dell’emissione di circa 515 kilotonnellate di CO2. Insieme all’ong americana Sierra Club, T&E aveva pertanto lanciato la campagna #TrueCostOfUber, attraverso la quale veniva chiesto alla società di passare entro il 2025 ai soli veicoli elettrici. Obbiettivo che, grazie all’accordo di cui sopra e  per quanto riguarda la sola community londinese, si fa molto più vicino. 

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