• Articolo Londra, 8 gennaio 2020
  • Veicoli elettrici: bocciate le previsioni del Green New Deal

  • Secondo T&E, entro il 2030 dovranno essere disponibili circa 3 milioni di punti di ricarica pubblici per sostenere l’aumento dei veicoli elettrici. Si tratta di almeno 2 milioni di charging point in più rispetto alle previsioni del Green New Deal della Commissione Europea.

Veicoli elettrici

Credits: andreas160578 da Pixabay

Un nuovo studio di Transport&Environment sui veicoli elettrici mette in dubbio le stime europee sull’infrastruttura per la mobilità “verde”.

 

(Rinnovabili.it) – Secondo un nuovo rapporto del gruppo di ricerca Transport&Environment (T&E), entro il 2030 dovranno essere disponibili circa 3 milioni di punti di ricarica pubblici per sostenere l’aumento dei veicoli elettrici necessari al raggiungimento degli obiettivi climatici a lungo termine dell’Europa. Supponendo che 44 milioni di veicoli elettrici saranno sulle strade europee entro il 2030, ciò significherebbe un aumento di circa 15 volte rispetto all’attuale disponibilità, che è pari a 185.000 charging point pubblici oggi presenti nei diversi paesi europei.

 

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Il problema nasce nel momento in cui i numeri stimati da T&E sono notevolmente superiori a quelli previsti nei piani di Bruxelles. Nel rapporto, infatti, si legge che “la Commissione Europea parla di 1 milione di caricatori pubblici entro il 2025”. La stima della Commissione, dunque, sembrerebbe molto ‘conservativa’, specie se si assume che sempre più acquirenti di veicoli elettrici dovranno fare affidamento esclusivamente sui costi pubblici perché non disporranno di un parcheggio privato disponibile. Sia T&E che la Commissione concordano tuttavia sul fatto che circa 13 milioni di veicoli elettrici saranno sulle strade europee entro il 2025.

 

In base al Green New Deal della nuova Commissione, l’UE si impegnerà ad aumentare i limiti di emissione di CO2 per auto e furgoni al fine di “garantire un percorso deciso verso una mobilità a emissioni zero”. Secondo le stesse case automobilistiche, queste nuove norme non darebbero altra scelta che optare per una completa elettrificazione del parco auto. Per questo motivo, l’ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili) ha dichiarato che una più fitta rete di punti di ricarica e stazioni di rifornimento deve essere implementata con urgenza in tutta la eurozona. “Questa è una delle condizioni abilitanti più importanti per raggiungere la neutralità climatica”, ha dichiarato il portavoce ACEA a Euroactiv, sottolineando che “tutti devono avere la possibilità di ricaricare il proprio veicolo, indipendentemente da dove vivono o dove vogliono viaggiare.

 

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Per finanziare un’infrastruttura di ricarica paneuropea, T&E stima che saranno necessari 20 miliardi di euro nei prossimi 11 anni, in media 1,8 miliardi l’anno. Prioritarie saranno le ricariche a casa e sul posto di lavoro. Inoltre, il 20-30% dei charging point dovrà trovarsi in aree svantaggiate e meno densamente popolate, al fine di poter garantire a tutti i benefici dei veicoli a emissioni zero. Questo processo di implementazione infrastrutturale per i veicoli elettrici creerebbe un’enorme opportunità economica per l’industria europea nella rete e la produzione, e per l’installazione e la manutenzione delle tariffe pubbliche.

 

Tuttavia, il numero dei punti di ricarica non è l’unica sfida europea. Altri importanti cambiamenti devono avvenire anche dal lato della rete elettrica e dell’organizzazione dei mercati dell’energia e dei sistemi di pagamento digitali. Tra i “requisiti qualitativi” necessari, secondo T&E dovrebbe essere considerata la smartness digitale della rete, insieme a prezzi trasparenti ed equi e alla disponibilità di sistemi di pagamento senza soluzione di continuità.

 

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