• Articolo Juneau, 9 novembre 2011
  • L’evoluzione dell'aviazione sostenibile

    Volare da Seattle a Portland grazie all’olio di frittura

  • Dai grassi di cucina esausti sarà sintetizzato il carburante che alimenterà 75 voli commerciali della Alaska Airlines. Un progetto che permetterà di ridurre le emissioni del 10% ogni tratta

(Rinnovabili.it) – Dopo Air China, Iberia Lineas Aereas, Finnair e Lufthansa, anche Alaska Airlines è pronta ad unirsi alla schiera di compagnie aeree sperimentatrici dei biocarburanti. La società ha infatti annunciato che da questo mese utilizzerà i combustibili “bio” in 75 voli tra Seattle, Washington DC, e Portland. A bruciare sarà una miscela di kerosene e biofuel sintetizzato da olio da cucina esausto al 20%.

“Gli aerei commerciali sono attrezzati e pronti per i biocarburanti”, ha spiegato Alaska Air Group Chairman e CEO Bill Ayer. “Ciò ci permetterà di volare in modo più pulito, di favorire la crescita occupazionale in un settore nuovo, e di isolare le compagnie aeree dalla oscillazioni dei prezzi del combustibile convenzionale per contribuire a rendere i viaggi aerei più economici. Quello che ci serve ora è un rifornimento adeguato, accessibile e sostenibile. All’industria dei biocarburanti, noi diciamo: se voi producete, noi compriamo”. La scelta operata dalla compagnia permetterà di ridurre le emissioni di ogni volo del 10 per cento – l’equivalente a 26 auto in meno sulla strada in un anno – tuttavia costa quasi sei volte il prezzo del carburante regolare, secondo Bobbie Egan, portavoce della società. Alaska Airlines ha acquistato 28.000 litri di miscela prodotta da Dynamic Fuels, ma se tutti i voli dell’Alaska seguissero questo esempio, il risparmio annuo delle emissioni sarebbe equivalente a quello di 64.000 automobili rimosse dalla circolazione.