• Articolo Bruxelles, 11 luglio 2017
  • Voli internazionali e CO2: per l’ETS si attende il 2021

  • Il comitato Ambiente dell’Europarlamento reinserisce una deadline per l’esenzione dei voli internazionali dal sistema di scambio emissioni. E aumenta la quota di crediti da acquistare al 50%.

Voli internazionali

 

 

 

(Rinnovabili.it) – I voli internazionali da e verso l’Unione Europea non dovranno pagare alcun credito di carbonio. Almeno non fino al 2021, anno in cui il sistema di scambio delle emissioni europeo (ETS) sarà applicato in maniera indiscriminata a tutto il settore dell’aviazione se i legislatori europei non modificheranno ancora la normativa. Questo quanto hanno deciso oggi gli europarlamentari del Comitato Ambiente (ENVI), chiamati a votare il draft report della relatrice britannica Julie Girling (ECR). Al centro della questione c’è la proposta avanzata dalla Commissione Europea per prorogare l’esenzione concessa ai voli internazionali (ma con scalo europeo) dall’ETS; una speciale dispensa che, in base all’attuale legislazione comunitaria, sarebbe dovuta esser annullata proprio a partire da quest’anno. Le proteste delle compagnie e soprattutto il nuovo accordo mondiale sulle emissioni aeree, hanno convinto l’UE ad attendere ancora.

 

La posizione espressa oggi dal Comitato appoggia il tentativo di Bruxelles di prendere tempo in vista del nuovo sistema globale di compensazione delle emissioni nei trasporti aerei, misura concordata per la prima volta anche da Cina e USA. Ma se la bozza della Commissione europea prevedeva solo di estendere “l’immunità” e riesaminare la questione dopo il 2020, l’ENVI mostra un passo leggermente più deciso. “È ragionevole estendere l’esenzione ai voli internazionali da e verso l’UE fino a quando non esista una maggiore chiarezza sul sistema ICAO. Tuttavia, a differenza della Commissione europea, ritengo che questa esenzione debba essere limitata nel tempo per poter essere sicuri che il sistema di compensazione globale delle emissioni raggiunga i suoi obiettivi”, ha spiegato Girling. Il limite è il 2021, anno in cui  – secondo la proposta dei parlamentari europei – l’emission trading scheme sarebbe applicato a tutti i voli internazionali in arrivo o partenza dalla UE.

 

I deputati hanno approvato anche di mettere all’asta il 50 % delle quote di CO2 a partire dal 1° gennaio 2021, applicando successivamente un fattore di riduzione lineare. “Per quanto riguarda il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, il fatto che il sistema ETS dell’UE, per quanto riguarda il settore del trasporto aereo, si applichi soltanto all’interno del SEE è un caso unico. Benché non sussistano preoccupazioni per la maggior parte dei voli intraunionali, vi sono rischi limitati di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per quanto riguarda i vettori di linea. Di conseguenza, la messa all’asta del 100 % delle quote non è giustificabile; vi sono tuttavia buoni motivi per aumentare la quantità di quote da mettere all’asta. Il numero supplementare di quote gratuite disponibili dovrebbe essere utilizzato per far fronte al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio in altri settori industriali”.

La proposta legislativa è stata adottata con 57 voti favorevoli e 3 contrari e 6 astensioni e sarà votata in plenaria a settembre.

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