Chi non ci crede
Nella maggioranza dopo l’opzione nucleare, si prende posizione contro il pacchetto “20-20-20” della Ue e gli accordi di Kyoto
La nostra news di ieri (Queli che non ci credono) che elencava alcuni personaggi, da politici a scienziati, scettici o addirittura contrari riguardo alle teorie del “global warming” e del “climate change” ha avuto del profetico.
Che ci fosse un posizione poco convinta del governo sui provvedimenti contro l’inquinamento, il “global warming” e il “climate change” si era già intuito a dicembre scorso, quando l’Italia aveva dato battaglia alle misure che la Commissione Europea voleva adottare in tema di clima-energia. Ma allora la motivazione addotta riguardava il costo delle misure da adottare e la ripartizione dell’onere tra i vari paesi membri dell’Ue.
Oggi tre esponenti del governo hanno presentato una mozione che critica nel merito le misure internazionalmente accettate in materia di riscaldamento globale e di cambiamenti climatici.
Infatti Dell’Utri, Nania e Poli Bortone hanno firmato una mozione che sarà discussa giovedì in parlamento.
E’ la prima volta che viene mosso un attacco esplicito e ufficiale alle direttive europee del pacchetto clima-energia e agli accordi del Protocollo di Kyoto.
Nel testo si critica tutti coloro che danno “per scontata l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenica “
Così enuncia il testo che verrà discusso in Senato “Se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici“.
Si legge inoltre “Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca“.
L’opposizione risponde con un commento del capogruppo PD in Commissione Ambiente. “Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici – controbatte Roberto della Seta – e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica”.
Sempre oggi, su questo tema vogliamo segnalare la pubblicazione su “Il Sole 24 Ore” di un articolo molto completo e chiarificatore (Energia: come l’Italia può diventare più ricca e sostenibile) a firma di Giuseppe Caravita, sulla questione del riscaldamento climatico e del cambiamento del clima, che farà porre più di un interrogativo su una mozione così controcorrente e che, a prima vista, snobba le
realtà della ricerca internazionale.
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