• Articolo Torino, 22 febbraio 2018
  • Il Piano energetico del Piemonte: eolico al posto delle biomasse

  • La Regione apre la consultazione pubblica sul nuovo Piano energetico ambientale. Tra gli obiettivi: un 27,6 per cento di rinnovabili nei consumi 2030

Piano energetico del Piemonte:

 

I 4 obiettivi del piano energetico ambientale piemontese

(Rinnovabili.it) – Verso il 2030 con un programma che tagli i consumi, favorisca la green economy e riorienti la crescita delle rinnovabili territoriali: il Piemonte ha fissato così i capisaldi della propria strategia di sviluppo e li ha messi nero su bianco nel nuovo Piano energetico ambientale regionale (PEAR). Il testo della proposta è stato adottato dalla Giunta lo scorso 18 febbraio e messo da oggi per i prossimi due mesi in consultazione pubblica.

Due i punti di riferimento utilizzati per la nuova pianificazione regionale: da un lato ci sono gli scenari di breve termine, rappresentati dagli obiettivi europei al 2020 e target fissati con il Burden Sharing del 15 marzo 2012; dall’altro ci sono gli obiettivi annunciati ma ancora non ufficializzati del Clean Energy Package 2030.

 

L’obiettivo espresso dal nuovo Pear è quello di realizzare tali scenari, sostenendo e promuovendo il tessuto industriale. Il piano energetico anticipa molti dei contenuti della SEN 2030, il documento programmatico nazionale. E lo fa puntando innanzitutto ad “una riduzione del 30 per cento del consumo finale lordo di energia entro il 2030”, attraverso una serie di misure concentrate soprattutto sul settore civile e dei trasporti. Per la stessa data la Regione ha fissato inoltre il target del 27,6 per cento di rinnovabili nei consumi.Tra le scelte che il piano identifica per il raggiungimento delle finalità strategiche vi è quella di agevolare il trend di crescita delle fonti rinnovabili non caratterizzate da processi di combustione […] Il settore idroelettrico e quello eolico, ad esempio, potranno sostituire parte dell’apporto produttivo delle biomasse solide”.

 

Accanto a questi due macro-obiettivi (rinnovabili ed efficienza) si affiancano altri due target più trasversali. Il primo riguarda il potenziamento delle infrastrutture energetiche locali, in un’ottica di generazione distribuita e di smart grid, e delle interconnessioni internazionali. Il secondo si focalizza sulla promozione delle clean technologies e della green economy per favorire l’incremento della competitività del sistema produttivo regionale e nuove opportunità lavorative. Il lavoro continuerà quanto fatto negli scorsi anni con i Poli d’innovazione concentrandosi sullo sviluppo di nuovi prodotti sostenibili, derivanti da filiere agroalimentari non food, quali le bioplastiche e biocarburanti e sui processi di gestione e trattamento dei rifiuti e dei reflui, orientati al recupero di chemicals, combustibili e materie seconde.

 

>>Leggi anche Camera: inserire le infrastrutture energetiche nel dibattito pubblico<<

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