• Articolo Bari, 29 aprile 2014
  • Dopo l'arresto di 14 indagati

    Black Land, la Puglia prepara tavolo di confronto e risorse

  • In tempi rapidi la Regione predisporrà un modello concettuale per la gestione degli interventi, cui farà seguito il progetto di intervento finanziario

Black Land, la Puglia prepara tavolo di confronto e risorse

(Rinnovabili.it) – Dare risposte ai cittadini, intervenire rapidamente e applicare il principio del “chi inquina, paga”. La Regione Puglia ha le idee chiare un preciso disegno con cui affrontare la questione Black Land, l’operazione della DIA di Bari che ha portato a 14 arresti per traffico illecito di rifiuti tossici nel territorio di Capitanata.

L’assessore all’ambiente dell’amministrazione regionale, Lorenzo Nicastro, ha incontrato in questi giorni i rappresentanti delle province di Foggia e Bat, Comune di Ordona, Cnr, Arpa Puglia e Noe per discutere delle risultanze ambientali dell’inchiesta. “In tempi rapidi, forse anche  entro una settimana, la Puglia avrà un modello concettuale per la gestione degli interventi, cui farà seguito il progetto con richiesta, da parte del Comune di Ordona, di intervento finanziario alla Regione”. 

 

Le risorse saranno messe a disposizione immediatamente per le attività di caratterizzazione delle aree e per le necessarie indagini relative ad ipotesi di contaminazione dei suoli e della falda. “Tuttavia se davvero i quantitativi in sito dovessero essere quelli di cui si parla, basandosi sulle prime stime, allora la Regione si avvarrà della possibilità, prevista dal decreto legislativo 152, di interessare il Governo nazionale cui, peraltro, notificherà sin da subito (tramite il Ministero dell’Ambiente e le Prefetture territorialmente competenti) tutti gli atti relativi agli interventi che verranno fatti. Sarà effettuata, inoltre, ogni azione in danno a coloro che hanno determinato questa situazione in virtù del principio ‘chi inquina, paga’”.