• Articolo Gravina in Puglia, 31 gennaio 2014
  • Lo sviluppo sostenibile incontra le aree rurali

  • Firmata la convenzione tra il Direttore dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari del CIHEAM, Cosimo Lacirignola e il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico

Lo sviluppo sostenibile incontra le aree rurali(Rinnovabili.it) – Promuovere iniziative progettuali e programmi congiunti atti a favorire lo sviluppo sostenibile ed integrato delle aree rurali, valorizzando pratiche a basso impatto ambientale e produzioni locali. Questi gli obiettivi della convenzione sottoscritta dal Direttore dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari del CIHEAM, Cosimo Lacirignola e dal Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico. L’area del progetto costituirà il fulcro di reti regionali, nazionali ed internazionali di istituzioni, amministrazioni, associazioni, organizzazioni ed enti gestori di aree naturali.

L’Alta Murgia rappresenta il più grande parco rurale d’Italia e stiamo lavorando, assieme alle aziende, alle associazioni e al mondo della ricerca, per fare di questo territorio un laboratorio di buone economie sugli scenari internazionali, partendo dalla qualità dei prodotti e delle stesse aziende”, spiega Veronico.

 

L’intesa prevede, oltre alla condivisione di saperi e metodologie legati allo sviluppo rurale e alla tutela della biodiversità, la ricerca di canali di finanziamento per iniziative condivise, la promozione di strategie di sviluppo sostenibile anche attraverso l’utilizzazione delle risorse assegnate ai Programmi di Sviluppo Rurale. “Attraverso le nostre competenze scientifiche – ha aggiunto Lacirignola –  ci impegniamo a valorizzare le produzioni agricole e a supportare le aziende pugliesi nella loro opera di presidio del territorio, per evitare fenomeni di degrado ed emergenze ambientali. Sappiamo bene che l’agricoltura di qualità può nascere esclusivamente da un territorio sano e produrre cibi sani aiuta a preservare l’ambiente. Questo sistema di concepire agricoltura, artigianato e turismo appare il modo più intelligente per garantire non soltanto la tutela dell’ambiente, ma la promozione culturale e lo sviluppo del territorio”.