• Articolo Città del Capo, 18 marzo 2016
  • L’annuncio di Ger Gotz di European Aluminium

    Più alluminio nelle auto aiuta l’economia circolare

  • Entro il 2020 aumenterà la quota di alluminio leggero e riciclabile nei veicoli europei, per migliorare le performance nell’economia circolare

Più alluminio nelle auto aiuta l'economia circolare 3

 

(Rinnovabili.it) – L’Europa costruirà automobili più leggere e conformi ad un concetto di economia circolare entro il 2020. Per abbattere le emissioni nocive, infatti, la quantità di alluminio leggero e riciclabile nei  veicoli del vecchio continente salirà a 180 kg di media nei prossimi 4 anni, in aumento rispetto ai 140 kg del 2012.

Lo annuncia Gerd Gotz, direttore generale dell’European Aluminium, associazione che rappresenta l’intera catena del valore dell’industria alluminifera in Europa. Gli obiettivi di riduzione dei gas serra stanno spingendo le aziende ad abbandonare lentamente l’utilizzo di acciaio e altri metalli pesanti in favore dell’alluminio.

Con i nuovi obiettivi vincolanti per le emissioni di CO2 fissati dalla Commissione europea, i produttori dovranno garantire che le loro auto non emettano, mediamente, più di 130 grammi di CO2 per chilometro. Entro il 2021 il limite dovrebbe scendere ulteriormente a 95 grammi per km, con limiti di emissione calcolati in base alla massa di una vettura.

 

Più alluminio nelle auto aiuta l'economia circolareLe case automobilistiche, tra cui Mercedes Benz, Audi, Volkswagen e Peugeot, prevedono di aumentare la quota di alluminio in diverse componenti, dalle porte ai motori. Per ora il comparto delle auto di lusso sta tirando la volata, ma Gotz si aspetta che il trend si estenderà presto anche alle utilitarie. Questi cambiamenti, spiega il dg di European Aluminium, permetteranno di ridurre la quantità di materiale inviato alle discariche e «sarà possibile riutilizzare l’alluminio più volte», in un’ottica di economia circolare.

Gli Stati Uniti utilizzano, nel calcolo dell’impronta di carbonio del veicolo, un modello che si basa su parametri diversi dall’Unione europea: considera infatti le dimensioni del mezzo e l’efficienza del motore invece della massa. All’industria quest’ultimo metodo non piace, perché ritiene che non stia dando frutti come invece quello adottato negli USA. Se adottato anche da noi, è convinto Gerd Gotz, «un regolamento simile potrebbe abbattere realmente la curva di CO2 sia per quanto riguarda il peso, sia l’efficienza del motore».

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