• Articolo Torino, 27 maggio 2013
  • Di Carlo: “La sperimentazione italiana arriva dopo oltre 20 anni da quanto fatto in USA”

    Asfalti gommati: sicuri, silenziosi e green

  • Le straordinarie frontiere del riciclo hanno portato alla messa a punto di un inerte che miscelato con l’asfalto è in grado di creare un manto stradale assolutamente innovativo

“Tecnologie innovative ecologicamente sostenibili per pavimentazioni stradali”. È questo il titolo tecnico del progetto più conosciuto come Tyrec4Life, un’iniziativa avviata nel 2011 con l’obiettivo di sperimentare tecnologie innovative in grado di estendere l’utilizzo del polverino da pneumatici fuori uso nelle pavimentazioni stradali. Presentato nell’ambito del Programma europeo LIFE Plus, Tyrec4Life ha un valore economico globale pari a 3,5 milioni di euro e si concluderà nell’arco di 3 anni, ovvero nel 2014. Realizzato con un grande contributo dalla Provincia di Torino, l’ente capofila, il progetto ha visto il coinvolgimento di vari partner coinvolti a vario titolo nelle attività; tra questi, anche il Centro di Ricerche FIAT che, nella persona di Salvatore Di Carlo, Direttore di FIAT Group Automobiles S.p.A., ci ha dato alcuni aggiornamenti in merito al progetto.

 

«Tutto è nato nel 2010, quando per la prima volta in Italia è stato realizzato un tratto della circonvallazione Venaria – Borgaro con un asfalto che aveva al proprio interno un polverino realizzato con gli Pneumatici Fuori Uso (PFU). Nello strato superficiale del manto stradale, infatti, quello che noi esperti chiamiamo “tappetino” cioè quello su cui scorrono le ruote, che ha di norma 3 centimetri di profondità, l’inerte utilizzato è stato appunto il polverino da pneumatico: granelli di pochi millimetri di diametro».

 

Di Carlo spiega che normalmente l’asfaltatura stradale è composta da vari strati, nei quali c’è sempre la presenza di un inerte, in genere una sabbia estratta dai fiumi. Il progetto ha voluto, invece, inserire come inerte proprio il polverino da pneumatici e arrivare a determinarne la miscelazione migliore per poter ottimizzare al massimo la resa durante l’utilizzo. Tanti i vantaggi legati a questa sapiente sostituzione, tra i quali un minore impatto ambientale, una migliore insonorizzazione del traffico su strada, prestazioni superiori alla guida e risparmi legati a una maggiore durata di questa tipologia di asfalto.

 

«Precisando che da un punto di vista estetico non c’è alcuna differenza con l’asfalto normale – spiega Di Carlo – va innanzitutto sottolineata una notevole diminuzione del rumore di rotolamento: il passaggio di un veicolo su un asfalto con polverino di gomma ha registrato 2 decibel e mezzo in meno di rumorosità rispetto al passaggio su un asfalto normale. Inoltre, la presenza della gomma ha un aspetto estremamente positivo nella durata dell’asfalto stesso, grazie alla sua capacità di assorbire le dilatazioni e le contrazioni dovute alle temperature esterne, durata che, secondo alcuni studi americani, è almeno 3-4 volte maggiore rispetto a quella normale. Migliora anche il grip di chi corre su un asfalto di questo tipo: c’è un’efficacia di frenata e di tenuta maggiore rispetto a quella registrata su un asfalto normale».

 

Prima ancora di tutto ciò, ha tenuto a precisare Di Carlo però, c’è la valenza ambientale del progetto: grazie all’impiego dei PFU, infatti, si può evitare di dragare i fiumi per il reperimento dell’inerte, utilizzato nella normale asfaltatura, e il polverino impiegato, oltre a migliorare la resistenza della strada, potrà essere riutilizzato come base per una nuova asfaltatura, una volta che la strada dovrà essere rifatta. Si tratta di sperimentazioni “nuove” per l’Italia, ma che in altri Paesi hanno già una loro storia.

 

«Già 20-30 anni fa gli Stati Uniti d’America, soprattutto in California, avevano iniziato a sperimentare questo genere di asfalti. Successivamente si è iniziato anche in Europa, soprattutto nei Paesi del Nord e con esperienze interessanti in Olanda, in Belgio e altri Paesi nordici, dove il problema del freddo invernale, e quindi del congelamento degli asfalti, è molto sentito».

 

Quella di Borgaro – Venaria (nella galleria fotografica, alcuni momenti della realizzazione del tratto di raccordo) è la prima sperimentazione di questo tipo realizzata nel nostro Paese. Adesso Tyrec4Life ha un obiettivo ben preciso da conseguire: realizzare altri 5 chilometri di manto stradale “gommato” in vari tratti di strade presenti sul territorio piemontese e testarlo in tutte le condizioni di traffico.