• Articolo Palermo, 4 maggio 2015
  • Il lancio è previsto il 6 maggio

    COOU lancia la prima CircOLIamo a zero emissioni

  • Riparte CircOLIamo, la storica campagna di sensibilizzazione del COOU. Le emissioni dei viaggi per l’Italia compensate con interventi di forestazione

COOU lancia la prima CircOLIamo a zero emissioni

 

(Rinnovabili.it) – Sarà la prima “CircOLIamo” a zero emissioni, perché la quantità di CO2 generata sarà compensata da interventi di forestazione in grado di bilanciarla. Con questa novità il COOU lancia, il 6 maggio, la sua campagna educativa itinerante che partirà da Palermo e arriverà in Valle D’Aosta. Un lungo viaggio per le strade italiane all’insegna del rispetto dell’ambiente, che in due anni sosterà in tutte le principali piazze della Penisola. Organizzata dal COOU con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di ANCI, la campagna è incentrata sulla corretta gestione dell’olio lubrificante usato e punta a promuovere, il dialogo con i cittadini e le istituzioni locali. All’interno di strutture gonfiabili leggere – che si trasformeranno in sala conferenze e sala giochi per gli studenti – il team del Consorzio incontrerà le istituzioni, i media locali, la business community e il mondo della scuola. L’intenzione è mettere a confronto le amministrazioni locali, gli enti di controllo, l’associazionismo di impresa e le aziende legate alla filiera dell’olio lubrificante usato per trovare le soluzioni ad eventuali difficoltà o inadempienze.

 

CircOLIamo è una iniziativa nata nel 1994, e nella edizione 2015-2016 punta per la prima volta alle emissioni zero. Attraverso il portale www.circoliamo2015.it e l’hashtag Twitter #circoliamo2015 sarà possibile seguirne ogni tappa.

Le attività proposte da COOU coinvolgeranno anche i ragazzi delle scuole del territorio, che   parteciperanno a giornate dedicate e si sfideranno nella “Green League”, la competizione che prevede un sistema di giochi online finalizzati all’educazione ambientale.

Il Consorzio, attivo dal 1984, in Italia recupera oggi circa il 98% dell’olio usato raccoglibile.

«La piccola parte che sfugge ancora alla raccolta – spiega il presidente, Paolo Tomasi – si concentra soprattutto nel ‘fai da te’: per intercettarla abbiamo bisogno del supporto dalle amministrazioni locali con una sempre maggiore diffusione di isole ecologiche adibite anche al conferimento degli oli lubrificanti usati, e di sensibilizzare al contempo gli operatori dell’informazione e i cittadini sui danni ambientali derivanti da uno smaltimento scorretto di questo rifiuto pericoloso».

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