• Articolo Roma, 18 febbraio 2015
  • Presentato ieri il report del Comitato costituito nel 2011 dal Ministero dell’Ambiente

    Italia da record: ricicla il 100% di pfu da demolizione

  • Circa 20 mila tonnellate di pfu recuperate dai demolitori in un anno in tremila operazioni. Dati fanno felice il ministero dell’Ambiente

Italia da record ricicla il 100 di pfu da demolizione1

 

(Rinnovabili.it) – Quasi 20 mila tonnellate di pfu recuperate e avviate a riciclo. Sono i numeri presentati ieri a Roma con il primo report sulle attività del Comitato di Gestione degli Pneumatici Fuori Uso (pfu). La presentazione del dossier ha visto la presenza del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e del presidente dell’ACI-Automobile Club Italia, Angelo Sticchi Damiani. Il documento contiene i traguardi raggiunti nei due anni di attività del sistema.

Il Comitato di Gestione dei pfu, costituito presso l’ACI dal Ministero dell’Ambiente nel 2011, ha raccolto nel suo primo report tutti i dati. «Da questo strumento – comunica l’ACI – emerge che l’Italia rappresenta a livello europeo un vero e proprio caso d’eccellenza».

 

Secondo i dati, nel nostro Paese sono state raccolte 19.453 tonnellate di pfu nel 2014 (+15,9% rispetto all’anno precedente). Questo numero costituirebbe il 100% degli pneumatici che, dopo la demolizione, sono stati destinati al riciclo. Ci sono volute 3.231 operazioni di ritiro dei pfu nei 1.365 autodemolitori da parte di 29 operatori.
Analizzando i dati con la lente di ingrandimento si nota che i livelli più elevati di raccolta sono raggiunti nelle regioni più popolose e in quelle dove la presenza dei demolitori è più capillare: Lombardia (2.575 tonnellate raccolte con un incremento del 15,4%), Campania (2.376 tonnellate, quasi il 9% in più rispetto al 2013) e Lazio (2.341 con un aumento del 56,5%, la variazione più alta in Italia).

Il ministro dell’Ambiente si è complimentato con il Comitato di gestione: «Il bilancio di questi due anni di attività rappresenta una scommessa vinta dall’ambiente e dai cittadini italiani. Il corretto recupero riduce di fatto a zero la possibilità di smaltimenti illegali, che negli anni passati hanno disseminato il nostro Paese di discariche abusive di pneumatici. Con il riciclo si aprono nuove possibilità e nuovi mercati per le materie prime seconde».

 

Come funziona il sistema di gestione

Il sistema coordinato dal Comitato pfu copre l’intero ciclo di vita delle gomme. Quando il consumatore acquista un veicolo nuovo paga anche il contributo ambientale, una voce aggiuntiva indicata in fattura e soggetta a IVA. Il contributo è determinato ogni anno dal Comitato e si riferisce ai costi di ritiro, trattamento e avvio a corretto recupero degli pneumatici fuori uso per il 92%. L’8% restante del contributo finisce nella gestione del sistema informatico e nell’amministrazione del fondo per la gestione dei pfu. Nel 2014 l’importo del contributo ambientale è pari a 3,95 euro per i quattro pneumatici (di un’automobile) più la ruota di scorta.

I rivenditori, 6.484 in Italia, dopo la vendita comunicano per via telematica al Comitato l’avvenuta riscossione del contributo. I demolitori accreditati ACI stoccano i pfu e, quando ne hanno accumulati per almeno 1,5 tonnellate, fanno richiesta di ritiro gratuito agli operatori abilitati, presenti sul portale del Comitato. Questi prelevano gli pneumatici e si occupano delle operazioni di deposito, separazione e stoccaggio temporaneo oltre che del trasporto degli pneumatici alle aziende di trattamento. Qui il 100% è avviato al recupero di materia.

Dal 2015 anche il Cobat sarà della partita, in quanto ha ottenuto l’ok dall’Aci la possibilità di raccogliere, all’interno dello stesso sistema, oltre ai pfu anche le apparecchiature elettriche ed elettroniche dagli autodemolitori.

 

Benefici ambientali

Il recupero di materia è meno inquinante dell’utilizzo come combustibile per cementifici o la termovalorizzazione. Nel 2014 l’avvio al riciclo dei pfu ha consentito, secondo il Comitato, di evitare l’emissione di quasi 39.000 tonnellate di anidride carbonica. Numerosi i possibili riutilizzi del polverino: sottofondi stradali, pavimentazioni sportive, pannelli fonoassorbenti, arredo urbano e decine di altri usi. Infine, il granulato (con diametro molto piccolo) può essere mescolato ad asfalti e cementi migliorandone le proprietà meccaniche.

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