• Articolo Milano, 27 gennaio 2016
  • Dito puntato sull’inerzia della politica nazionale

    Pneumatici fuori uso: Ecopneus incrocia le braccia

  • Serve una soluzione strutturale al problema dell’illegalità nello smaltimento degli pneumatici fuori uso. I consorzi non possono fare gli straordinari

pneumatici fuori uso ecopneus

 

(Rinnovabili.it) – Abbiamo superato di gran lunga i target di legge per il recupero degli pneumatici fuori uso, ma non siamo una organizzazione di beneficienza. È la sintesi dell’ultima nota diffusa da Ecopneus, la società lombarda che in Italia gestisce la quota maggiore di questi rifiuti pericolosi.

«Dopo aver chiuso il 2015 con una quantità raccolta di pfu complessivamente superiore dell’8% al target di legge – dichiara Ecopneus – il mese di gennaio si ripresenta con lo stesso problema, acuito dalla presenza di accumuli che i punti di generazione (gommisti, operatori del ricambio) avevano realizzato negli ultimi giorni di dicembre a causa dei vari rallentamenti nella raccolta. Alla data di oggi, 27 gennaio, i quantitativi raccolti da Ecopneus hanno già superato le 23.000 tonnellate, contro le 19.500 tonnellate corrispondenti al proprio target “di legge” su base mensile».

Quest’ultimo è calcolato sull’immesso nel mercato del ricambio dai soci del gruppo nell’anno precedente. Un target che i consorzi spesso eccedono per far fronte alle emergenze del settore, ma la falla va tappata per via legislativa.

L’extra quantità di pneumatici fuori uso che va a gravare sui quantitativi complessivi da raccogliere e recuperare, infatti, deriva esclusivamente dai fenomeni di illegalità diffusa.

 

pneumatici fuori uso ecopneus 3

Giovanni Corbetta, DG di Ecopneus

Per forzare la mano al governo, dunque, Ecopneus ha deciso di bloccare la raccolta negli ultimi 4 giorni lavorativi (fino al 30 gennaio). Va bene fare gli straordinari, è il messaggio, ma chi fa le leggi non deve approfittare dell’impegno dei raccoglitori.

Non sarà l’ultima volta che la società incrocia le braccia. Ha infatti annunciato che le “fermate” verranno distribuite lungo tutto l’anno, in base al superamento dei livelli stabiliti per legge che si verificherà volta per volta.

«Il problema è stato affrontato anche nel 2015 in via emergenziale – dichiara Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus – grazie alla disponibilità nostra e di altri consorzi e a un intervento diretto del Ministro dell’Ambiente. Serve ora una soluzione strutturale, che può venire soltanto da una lotta serrata al fenomeno dei flussi illegali di vendita dei pneumatici, ovvero delle vendite in nero».

Un Commento

  1. Andrea Casilio
    Posted gennaio 28, 2016 at 9:13 pm

    Siccome Ecopneus è un consorzio, e come tale non ha distribuzione degli utili a fine anno sui soci , sarebbe intelligente capire gli utili aziendali, verificare gli stipendi dei dirigenti e le spese di gestione, in modo tale da poter comprendere tutta la gestione. Infatti nel caso di detti consorzi compreso Ecotyre avessero degli utili di esercizio, significherebbe che le tariffe applicate per il pfu al consumatore sono troppo alte in base alle tonnellate raccolte, quindi l’avanzo d’esercizio (utile) andrebbe utilizzato per raccogliere ancora pfu. Non vedo il problema visto che utile da distribuire ai soci non se ne deve dare nel caso dei consorzi. Dunque i soldi in avanzo a che servono ? Ad aumentare gli stipendi delle dirigenze ? Ad aumentare i viaggi premio ? Ad aumentare i veicoli aziendali assegnati ? Sarebbe meglio fare una legge di controllo che prevedesse il controllo dei fattori sopra elencati e il pfu verrebbe raccolto. Più che altro questa sembra una manovra/minaccia per chiedere un ulteriore aumento delle tariffe del pfu per riempire ulteriormente le casse ! Resta sottinteso che comunque una parte è data dai flussi illegali, ma cominciamo ad applicare delle tariffe vere. Per lo smaltimento di un pneumatico a detta di un raccoglitore i costi sono di 10 cent + iva a pneumatico (auto) , invece sulla vendita di un pneumatico nuovo vengono applicate 2 euro + iva. Fate voi dove sta l’incongruenza !

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