• Articolo Firenze, 18 giugno 2013
  • Nella pista abusiva del ferro sono finite ben 800 tonnellate di materiale

    Rifiuti ferrosi, un mercato grigio fuori controllo

  • L’inchiesta, partita un anno fa, ha portato all’individuazione di una vera e propria flotta di raccoglitori abusivi di rifiuti ferrosi, rivenduti poi come materia prima secondaria

Rifiuti ferrosi, un mercato grigio fuori controllo(Rinnovabili.it) – I rifiuti ferrosi sono la nuova El Dorado della crisi e alimentano un mercato fuori da ogni controllo: vengono reperiti abusivamente e venduti nel settore dello smaltimento dei rifiuti generando un giro d’affari non indifferente. A sollevare il caso è stato il quotidiano La Nazione di Firenze che, in un articolo pubblicato ieri mattina, denuncia i poco chiari movimenti di una flotta di veicoli, costituita da furgoni, Ape Car e biciclette, che di notte passa in rassegna gli oltre 10.000 cassonetti del capoluogo toscano alla ricerca di batterie, resistenze, RAAE, compressori e quant’altro possa essere rivenduto come materia prima secondaria. Secondo quanto riportato dal quotidiano, si tratta di un giro d’affari in grado di generare 15 euro per ogni chilogrammo di ferro venduto. “Con un bottino di cinque lavatrici smantellate ad arte – si riporta nell’articolo – è possibile tirare su dai 200 ai 400 euro”. Così facendo, nel corso dell’ultimo biennio sono state saccheggiate dai cassonetti ben 800 tonnellate di metallo, corrispondenti a circa 160mila euro.

 

A essere irregolare è proprio il ruolo dei raccoglitori “notturni”, una figura che è ben lontana da quanto prescritto dal Dlgs 152/2006 che, oltre all’iscrizione all’albo, richiede al raccoglitore autorizzato registri di carico e scarico, tracciabilità del percorso, indicazioni sulla data dell’istradamento e riferimenti del destinatario. Quali le conseguenze di una tale situazione? Lo ha spiegato a La Nazione il Direttore gestione servizi di Quadrifoglio (l’azienda di servizi ambientali dell’area fiorentina), Domenico Scamardella:

 

«Oltre al danno economico per l’azienda, i fiorentini vedono allontanarsi la diminuzione della tassa sui rifiuti urbani e c’è un serio rischio ambientale. Un frigorifero ad esempio, se consegnato intero, viene pagato la metà così gli abusivi per arrivare al corpo ferroso, come il motore, devono aprirlo versando olio nell’ambiente. Mentre per asportare la serpentina di rame si libera nell’aria il freon, pericoloso gas serra».