• Articolo Melbourne, 23 gennaio 2019
  • Dagli scarichi urbani all’edilizia: i biosolidi rinascono come mattoni

  • In Australia si testa l’utilizzo dei fanghi di depurazione trattati nella produzione di nuovi materiali da costruzione

biosolidi mattoni

 

 

 I biosolidi ottenuti dai fanghi di depurazione potrebbero aiutare l’industria del mattone a diminuire l’impronta ecologica

(Rinnovabili.it) – Il settore della depurazione idrica incontra quello dell’edilizia sostenibile. A fare da collegamento fra i due mondi è il nuovo progetto della University di Melbourne (RMIT), in Australia, dedicato alla trasformazione dei biosolidi in mattoni “ecologici”.

I biosolidi sono un sottoprodotto del processo di trattamento delle acque reflue. Per la precisione sono il risultato della trasformazione dei fanghi di depurazione: questi scarti vengono scomposti da microrganismi, l’acqua in eccesso è drenata e il materiale restante è sottoposto a trattamento termico per rimuovere gli agenti patogeni.

 

Fino a ieri il loro destino era, nel migliore dei casi, essere impiegati in agricoltura come fertilizzanti e, nel peggiore, finire in discarica. Per incrementare le possibilità di riutilizzo dei biosolidi, i ricercatori della RMIT si sono rivolti all’edilizia verde, dimostrando di aver trovato un punto di incontro tra depurazione degli scarichi civili e settore delle costruzioni.

Come spiega l’articolo pubblicato su Buildings, lo studio si è incentrato sull’incorporazione dei biosolidi nei mattoni di argilla cotta, in percentuali variabili tra il 10 e il 25% del peso. I risultati hanno mostrato come fabbricare laterizi di biosolidi richiedesse solo circa la metà dell’energia usata da quelli convenzionali. Oltre a essere meno costosi da produrre, questi mattoni hanno anche una conduttività termica inferiore, fornendo quindi agli edifici, potenzialmente, prestazioni ambientali superiori.

 

>>Leggi anche Biomateriali: arrivano i mattoni creati dall’urina<<

 

Ogni anno vengono scavati oltre 3 miliardi di metri cubi di terra argillosa per l’industria globale del mattone, per produrre circa 1.5mila miliardi di unità”, spiega Abbas Mohajerani, ingegnere civile e capo-progetto. “L’utilizzo dei biosolidi potrebbe essere la soluzione a questa grande sfida ambientale: è una proposta pratica e sostenibile per riciclare questi materiali attualmente stoccati o destinati alla discarica”.

Il nuovo prodotto ha superato i test di resistenza alla compressione e l’analisi ha dimostrato che i metalli pesanti, presenti nei fanghi di depurazione, rimangono in gran parte intrappolati all’interno del mattone. Tuttavia i biosolidi possono avere caratteristiche chimiche significativamente diverse, quindi i ricercatori raccomandano ulteriori test prima della produzione su larga scala.

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