• Articolo Pescara, 13 marzo 2017
  • Sei Campioni abruzzesi dell’economia circolare

  • Legambiente premia le esperienze più innovative in tema di economia circolare nella tappa abruzzese del Treno Verde

Sei Campioni abruzzesi dell’economia circolare

 

(Rinnovabili.it) – Un’azienda energeticamente autosufficiente grazie ai suoi stessi rifiuti e il primo centro di recupero per scarti di cartongesso. Sono questi alcuni dei Campioni abruzzesi dell’economia circolare premiati oggi a bordo del Treno Verde. La campagna ambientalista itinerante, promossa da Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiano, fa tappa a Pescara e, mentre le centraline mobili sono a lavoro per catturare dati su smog e rumore, mette in mostra le pratiche virtuose “circolari” della regione.

 

C’è ad esempio Fater, l’azienda che produce e commercializza in Italia, tra i vari prodotti, pannolini per bambini e che ha sviluppato e brevettato il primo processo tecnologico in Italia per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona. La soluzione elimina potenzialmente lo smaltimento dei prodotti assorbenti in discarica (65%) o tramite incenerimento (35%) per una frazione di rifiuti che pesa il 2,5% dei rifiuti solidi urbani e ammonta a 900.000 tonnellate annue.

 

Nell’azienda agricola Aureli Mario S.S. i rifiuti, invece, diventano energia: l’azienda ha deciso infatti di dotarsi di un un impianto di biogas alimentato esclusivamente da biomassa di origine vegetale. Nello specifico l’alimentazione è costituita da sottoprodotti dell’azienda e viene integrata con delle colture dedicate. L’energia elettrica prodotta rende autonoma l’azienda al 100% mentre il recupero del calore, abbassa del 25% il fabbisogno di energia termica da produrre, infine il digestato finale essendo un ottimo ammendante riduce del 50% il consumo di fertilizzanti.

 

Sei Campioni abruzzesi dell’economia circolare

 

In Abruzzo si trova, inoltre, il primo centro italiano di recupero per scarti di cartongesso. E’ stato realizzato negli stabilimenti della Maco srl di San Giovanni Teatino (Chieti) collegato, per lo smaltimento, alla Siniat spa di Corfinio (L’Aquila). Al momento, si tratta dell’unico stabilimento italiano in grado di riciclare direttamente questo genere di rifiuti, riportandoli a nuova vita sotto forma di prodotto originale: lastre di cartongesso.

 

 

“L’economia circolare è un’economia che fa bene al Paese, visto che secondo la Commissione Europea potrà permettere di creare, entro il 2030, 580 mila posti di lavoro in Europa – sottolinea Manuela Cardarelli, portavoce del Treno Verde -. Per questo Legambiente chiede alle Istituzioni europee un quadro di norme molto ambizioso, con regole chiare e precise, per un tema decisivo per il nostro futuro. Una richiesta contenuta nel Manifesto dell’economia circolare sottoscritto questa mattina dai Campioni selezionati in Abruzzo”.

“Ora la sfida – gli fa eco Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo –. è mantenere l’economia circolare al centro dell’agenda politica anche regionale, a partire dal nuovo piano regionale sui rifiuti. Far diventare tutto l’Abruzzo “Rifiuti free” attraverso l’ulteriore crescita della raccolta differenziata, la tariffazione puntuale, l’aumento dei costi di discarica e un sistema impiantistico virtuoso e ambientalmente sostenibile che punti all’autonomia regionale”.

Un Commento

  1. Antonio
    Posted marzo 13, 2017 at 8:29 pm

    Voglio far presente che sarebbe meglio per il bene di tutti informarsi meglio prima di scrivere certe dichiarazioni, ovvero l’azienda agricola Aureli Mario S.S. non a una economia circolare;l’economia circolare è produrre un bene e riutilizzare il suo scarto per altre applicazioni in un ciclo infinito, invece sono soltanto produttori di energia elettrica che usano un poco in azienda e il resto venduta al GSE.
    Oltretutto l’azienda per produrre biogas usa terreni agricoli per le produzioni di culture dedicate che sono molto inquinanti e deleterie per il terreno visto il loro uso continuo e senza la normale rotazione culturale ne i tempi di fermo, c’è da dire anche che per fornire abbastanza prodotto per il funzionamento corretto dell impianto vengano coltivate centinaia di ettari su terreni adatti alla coltivazione alimentare.
    Quindi non farei pubblicità a aziende che logorano e inquinano per produrre materiale per il biogas, in contro se l’azienda usasse il 100% di materiale di scarto reale allora sarei d’accordo sul biogas, come anche per gli impianti a cogenerazione legnina.

Rispondi a Antonio Cancel reply

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *