• Articolo Roma, 30 ottobre 2014
  • Dal 2001 l’uso di questi accumulatori è decuplicato, ma non esiste ancora un sistema di riciclo sicuro

    Cobat-Cnr: primo step verso il riciclo batterie al litio

  • Cobat affida all’Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr uno studio sul recupero delle batterie al litio

Cobat-Cnr primo passo verso il riciclo batterie al litio.(Rinnovabili.it) – Il matrimonio tra Cobat e Cnr fa il primo passo: è stato affidato all’ICCOM, l’Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr, uno studio sul recupero delle batterie al litio. L’obiettivo è trovare una tecnologia affidabile e ambientalmente sostenibile per trattare questo tipo di rifiuti. Le batterie al litio sono infatti ormai dovunque, dalle auto elettriche ai nostri smartphone. Il problema è che sono altamente infiammabili (specialmente a contatto con l’acqua), molto delicate e nessuno ancora ha trovato sistemi per riciclarle in sicurezza, economia e rispetto dell’ecosistema.

 

L’assegnazione del progetto ai ricercatori dell’ICCOM è stata sottoscritta oggi da Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, insieme a Maurizio Peruzzini, direttore di ICCOM. Si tratta del primo passo di un accordo che si protrarrà tre anni e vedrà il duo Cobat-Cnr a braccetto per cercare una soluzione tutta italiana a un problema mondiale. La volontà di sollecitare la ricerca italiana a cimentarsi con il riciclo degli accumulatori a base di ioni di litio, è venuta al consorzio la scorsa primavera. Una stretta di mano tra Morandi e Luigi Nicolais, presidente del Cnr, ha sancito l’avvio della partnership. Lo studio di fattibilità affidato all’Istituto dal Cobat dovrà esplorare le possibilità fornite dalla tecnologia per recuperare il metallo dagli accumulatori esausti.

 

«Vogliamo dare una risposta oggi alla sfida ambientale del futuro – ha dichiarato Giancarlo Morandi, presidente di Cobat – Dal 2001 al 2013 l’uso di batterie al litio è quasi decuplicato. Tutti noi le abbiamo in tasca, dentro i nostri smartphone. E le avremo sempre di più nelle nostre auto, visto che alimentano le vetture ibride ed elettriche. Eppure, al mondo, non esiste ancora un sistema sicuro per riciclare questo tipo di batterie».

Ma cosa ha spinto il consorzio in quest’avventura dall’esito per nulla scontato?

«I prodotti di oggi sono i rifiuti di domani – replica Morandi – Quello che vogliamo fare è trasformarli in risorse. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo abbiamo chiesto aiuto a un’eccellenza della ricerca, il CNR, mettendo a loro disposizione gli indispensabili finanziamenti».

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