• Articolo Roma, 10 maggio 2016
  • Presentato il rapporto 2015

    Cobat non teme la sfida dell’economia circolare

  • Crescono i tassi di raccolta del Cobat in diversi settori. Morandi: «La nuova direttiva europea impone di ripensare la produzione»

cobat rapporto 2015

 

(Rinnovabili.it) – Il “core business” rimangono le batterie, ma il Cobat ha visto crescere in maniera esponenziale anche la raccolta dei RAEE. Mentre si registra un calo nei pannelli fotovoltaici a fine vita, aumentano invece di quasi 90 volte gli pneumatici fuori uso. È questa la fotografia scattata dal rapporto 2015 del Consorzio, presentato oggi in un convegno a Roma.

Giancarlo Morandi, presidente Cobat

Giancarlo Morandi, presidente Cobat

Ad oggi, il sistema gestisce il 53% degli accumulatori immessi al consumo e nel 2015 ne ha raccolti per 126 milioni di kg. Circa 100 mila in meno dell’anno precedente, in un trend sostanzialmente stabile. Per quanto riguarda le pile portatili, invece, il Cobat raccoglie il 30% dell’immesso al consumo (1,15 milioni di kg nel 2015, +8% sul 2014).

Il vero balzo in avanti si è visto sui RAEE: le apparecchiature elettriche ed elettroniche recuperate dal Consorzio sono cresciute del 150% (19 milioni di kg contro i 7,5 dell’anno prima). Gli incrementi più significativi si sono avuti nei raggruppamenti R2 (grandi bianchi) e R4 (piccoli elettrodomestici). Il maggiore quantitativo raccolto appartiene al raggruppamento R3 (TV e monitor) con più di 11 milioni e mezzo di kg.

Anche i moduli fotovoltaici sono fanno parte del gruppo R4. Il Consorzio ha visto un calo della raccolta del 20%, per un totale di 56 mila kg.

Infine, il Consorzio è autorizzato al ritiro degli pneumatici fuori uso provenienti dagli autodemolitori. Il quantitativo gestito dal Cobat nel 2015 ha superato i 600 mila kg, con un incremento di quasi 90 volte rispetto al 2014.

 

Michele Zilla, Dg di Cobat

Michele Zilla, Dg di Cobat

I dati raccontano un sistema in crescita e alle prese con la nuova direttiva europea sull’economia circolare, che implica un cambio di paradigma: «Come sistemi consortili abbiamo dovuto trasformare l’attività di raccolta dei rifiuti in qualcosa di nuovo – spiega Giancarlo Morandi, presidente del Cobat – Ora si tratta di gestire dei prodotti, non più dei rifiuti, abbracciando l’ottica dell’economia circolare».

Già oggi, una batteria per auto contiene il 90% di materiale riciclato, ma nessuno lo sa – rincara Michele Zilla, il dg del Consorzio – Dunque dobbiamo porre l’accento non solo sulla pratica quotidiana, ma sul significato che questa ha per il sistema produttivo».

Le aziende dovranno sempre più pensare le merci in funzione della loro riciclabilità e questo implica una attività di ricerca e sviluppo, seguita da efficaci strategie comunicative.

«Ecco perché – prosegue Morandi – Cobat è molto attento all’innovazione. Abbiamo un accordo con il Cnr per studiare tecniche di riciclo sicuro delle batterie al litio. Il percorso sta arrivando a compimento ed entro quest’anno presenteremo i risultati. E poi ci sono le batterie al sale e all’acqua salata, tutte tecnologie cui prestare attenzione».

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