• Articolo Sydney, 30 novembre 2016
  • In costruzione il primo impianto produttivo commerciale

    Diesel per auto dal riciclo dei vecchi pneumatici

  • Emette meno ossidi di azoto senza perdite d’efficienza nel motore: la miscela diesel della start up australiana GDT fa importanti promesse e scalpita per arrivare sul mercato

 

Diesel per auto dal riciclo dei vecchi pneumatici

 

(Rinnovabili.it) – La seconda vita dei copertoni auto ha già ottimi esempi applicativi con cui dimostrare di poter essere un asse portante della circular economy. A sancirne il ruolo è ora la start up australiana Green Distillation Technologies (GDT), produttrice della prima miscela di carburante ottenuta da PFU e diesel tradizionale. Gli ingegneri meccanici Richard Brown e Farhad Hossain avevano iniziato a testare la loro idea all’interno di laboratori del Queensland University of Technology quasi dieci anni fa. Dalla sperimentazione è venuto fuori un nuovo approccio al problema dei rifiuti da copertoni e gomme auto che ha permesso ai due scienziati di lanciare nel 2009 la loro start up.

 

Il loro lavoro si concentra sulla distillazione distruttiva come processo d’elezione per il riciclo dei vecchi pneumatici. Simile alla pirolisi, la distillazione distruttiva è una tecnica utilizzata per convertire materiali organici grezzi in sostanze chimiche utili attraverso il calore e in un ambiente privo d’ossigeno. Il processo permette ad esempio di convertire il legno in carbone o, come in questo caso, i PFU in olio sintetico, carbonio e acciaio. Le gomme non devono subire nessun trattamento iniziale e l’olio che il processo restituisce è in parte re-inserito nel sistema per alimentare la distillazione, e in parte miscelato a normale diesel.

 

La mix risultante, spiegano gli scienziati, possiede un impatto ambientale minore del diesel “puro”. “Abbiamo testato l’olio ottenuto con la GDT da pneumatici in gomma naturale e sintetica riciclati in miscele al 10 e 20 per cento ha affermato Farhad. “Abbiamo riscontrato una riduzione del 30 per cento degli ossidi d’azoto”, senza perdita d’efficienza del motore. “Il processo ricicla pneumatici a fine vita in olio, carbonio e acciaio, senza lasciare nulla sprecato”, aggiunge il chief operating officer della società, Trevor Bayley. “Il potenziale di questa nuova fonte di produzione di biocarburanti è immenso, ed è più sostenibile rispetto ad altri bio-oli ottenuti da piante”.

E’ già in fase di realizzazione il primo impianto su scala commerciale, a 5 km dalla città di Warren, nel New South Wales. A regime sarà in grado di elaborare 19.000 tonnellate di PFU annualmente, ossia circa il 3% degli pneumatici a fine vita che vengono generati in Australia ogni anno.

 

2 Commenti

  1. simone Francalanci
    Posted dicembre 5, 2016 at 11:32 am

    Buon giorno
    Ci occupiano di energie alternative da vari anni.
    la tecnologia sopra descritta è in nostro possesso da anni e ci sono vari impianti realizzati e funzionanti in Europa.
    Se interessati potete contattarmi sulla mail indicata
    Cordialmente
    Simone Francalanci
    NEA srl

  2. maurizio
    Posted luglio 8, 2019 at 11:23 am

    Buongiorno, stiamo costituendo una società che, con un nostro impianto trattiamo gomme, plastiche, legna, possiamo trattare circa 11200/12800 ton anno. Che sistema utilizzate?

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