• Articolo Bruxelles, 23 gennaio 2017
  • Direttiva UE riciclo: 800mila posti di lavoro da target più ambiziosi

  • Programmata per domani la votazione degli eurodeputati ENVI sulla legislazione in materia di rifiuti. Momento decisivo per il futuro dell’occupazione europea

 

Direttiva UE riciclo: 800mila posti di lavoro da target più ambiziosi

 

(Rinnovabili.it) – Aumentando gli obiettivi europei su riciclo e riuso, si creerebbero 800mila nuovi posti di lavoro in tutta Europa. Questo il messaggio che oggi European Environmental Bureau (EBB) manda alla Commissione Ambiente dell’Europarlamento. I deputati dell’ENVI voteranno domani la nuova normativa comunitaria in tema rifiuti, inclusa nel pacchetto Economia Circolare che l’esecutivo ha presentato a dicembre 2015.

 

In ballo c’è la revisione della direttiva quadro sui rifiuti e le misure inerenti gli imballaggi, batterie ed auto a fine vita, RAEE e discariche. Un ampio gruppo di interventi normativi che possono fare la differenza non solo sul piano ambientale. Come spiega EBB, federazione di organizzazioni impegnate nella protezione di ambiente e biodiversità all’interno della UE, se gli europarlamentari sosterranno gli obiettivi di riciclo più ambiziosi, il settore occupazionale sarà il primo a beneficiarne. L’industria legata al recupero delle materie prime e alla riparazione potrebbe creare ben 867.000 posti di lavoro nell’Unione entro il 2030, abbastanza per impiegare un sesto dei giovani attualmente disoccupati nel blocco dei Ventotto. I deputati del Comitato Ambiente dovranno però esigere che il 70 per cento di tutti i rifiuti creati nell’UE venga riutilizzato o riciclato entro la stessa data, impostando anche un obiettivo chiaro nella riparazione degli oggetti.

 

Precedenti ricerche commissionate da Friends of the Earth Europe indicavano per un obiettivo al 70% di riciclo municipale raggiunto entro il 2025, un potenziale di 322.000 nuovi posti di lavoro diretti, 160.000 indiretti e 80.400 posti di lavoro indotti – per un totale di più di 563.000 green job. Ma spiega EBB, a causa delle limitazioni dei dati a livello europeo, queste stime non comprendono le opportunità legate alla riparazione, riutilizzo e rigenerazione di mobili, RAEE o altri flussi di valore. In altre parole fino a ieri le stime sono rimaste prudenti. “La creazione di nuovi posti di lavoro e la riduzione drastica dei rifiuti che inquinano i mari – commenta Piotr Barczak di EBB – sono solo due dei vantaggi che l’incremento dei target potrebbe portare. Ma per cogliere veramente queste opportunità, i deputati devono mostrare ambizione durante la prossima votazione”.

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