• Articolo Roma, 22 febbraio 2016
  • Al via la diversificazione contributiva degli imballaggi in plastica

  • Il Conai ha deciso di andare oltre il vecchio modello di Contributo ambientale, premiando chi oggi più si impegna sul fronte dell’ecodesign e della progettazione intelligente del packaging

Al via la diversificazione contributiva degli imballaggi in plastica

 

 

(Rinnovabili.it) – La plastica non è tutta uguale: ce lo ricorda oggi il CONAI, il consorzio che in Italia si occupa di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio. E il promemoria non è casuale: parte oggi infatti il suo nuovo progetto di diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica. Fino a ieri il cosiddetto Contributo Ambientale pagato dai produttori era unico per tipologia di materiale: per la plastica si pagavano (e si pagano ancora) 188,00 euro/ton dallo scorso gennaio 2015, a prescindere dal tipo di polimero e dalla sua effettiva riciclabilità.

 

Il Conai però ha deciso di andare oltre il vecchio modello contributivo premiando chi oggi più si impegna sul fronte dell’ecodesign e della progettazione intelligente del packaging in plastica. Cosa significa questo? Che il nuovo eco-contributo verrà modulato sulla base di tre parametri fondamentali: la facilità di selezione degli imballaggi dopo il conferimento per il riciclo, l’effettiva riciclabilità – valutate sulla base delle tecnologie disponibili industrialmente note – e il circuito di destinazione (domestico o commercio/industria).

 

Il progetto – che partirà formalmente entro 12 mesi – ha alle spalle un lungo lavoro che ha portato ad analizzare 60 tipologie di imballaggi polimerici, e a classificarli in tre categorie alle quali corrisponderanno altrettanti valori del Contributo Ambientale: godranno dei valori più bassi gli imballaggi maggiormente selezionabili e riciclabili, pagheranno maggiori oneri gli imballaggi più “difficili”.

 

“Sono orgoglioso del lavoro fatto e del traguardo raggiunto” ha detto Roberto De Santis, Presidente di CONAI, “essendo da tempo convinti di come il contributo unico per materiale non premi adeguatamente la ricerca e l’impegno verso imballaggi più orientati all’economia circolare. Abbiamo deciso di cominciare dagli imballaggi in plastica, il materiale più complesso per la varietà delle tipologie e per le tecnologie di selezione e di riciclo; in seguito potremo andare avanti sugli altri materiali”. I differenti valori del Contributo Ambientale verranno definiti dopo l’adeguamento dei sistemi informativi ed un periodo di test per le imprese.

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