• Articolo Davos, 22 gennaio 2019
  • Il gap dell’economia circolare: solo 9% delle risorse è riutilizzato

  • La nuova edizione del  Circularity Gap Report lancia l’allarme: le strategie di economia circolare sono ancora troppo poco sviluppate

economia circolare

 

L’economia circolare mondiale rimane sulla carta: cresce l’estrazione delle risorse e le emissioni di gas serra

(Rinnovabili.it) – Ogni anno l’economia mondiale estrae 92,8 miliardi di tonnellate di materie prime, tra minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa, e nonostante decenni di avvertimenti sui conseguenti impatti per clima e sicurezza delle risorse, solo il 9% di questi materiali viene riutilizzato. Questa è la dura conclusione dell’edizione 2019 di Circularity Gap Report. Il rapporto, pubblicato oggi da Circle Economy al Vertice di Davos, descrive l’enorme portata del “divario circolare” che sta minando gli sforzi di sostenibilità in campo economico. E il quadro che ne viene fuori è poco confortante: l’uso delle materie prime sta continuando a crescere, spingendo verso l’alto le emissioni globali di gas serra.

 

Il rapporto cita i dati dell’International Resource Panel, gruppo di esperti delle Nazioni Unite, che mostrano come l’uso delle risorse globali è più che triplicato dal 1970 a oggi e potrebbe raddoppiare nuovamente entro il 2050 senza serie azioni di contrasto. Gli autori stimano il 62% delle emissioni globali di gas a effetto serra, escluse quelle derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura, vengano rilasciate durante le fasi di estrazione, lavorazione e produzione di beni, rispetto al 38% emesso invece nella consegna e nell’uso di prodotti e servizi.

 

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Un mondo che contenga l’aumento di temperatura a 1,5 gradi non può che essere un mondo circolare”, ha dichiarato il CEO di Circle Economy, Harald Friedl. “Riciclare, migliorare l’efficienza delle risorse e i modelli di business circolari offrono enormi opportunità per ridurre le emissioni: un approccio sistemico all’applicazione di queste strategie farebbe pendere l’equilibrio a nostro favore nella battaglia contro il riscaldamento globale”.

Nello specifico, la relazione sostiene che siano necessarie azioni urgenti per promuovere il riutilizzo soprattutto nel settore delle costruzioni delle economie in via di sviluppo.

 

Gli autori del report hanno calcolato che quasi la metà di tutti materiali che entrano nell’economia – 42,4 miliardi di tonnellate l’anno – è destinata alla costruzione e manutenzione di edifici, strade e infrastrutture in generale. “C’è ancora un enorme lavoro da fare nelle economie consolidate, dove la priorità è utilizzare al meglio le infrastrutture esistenti”, ha detto Friedl. “Allo stesso tempo è fondamentale lavorare con le economie emergenti per evitare gli errori commessi in passato. Ora è il momento di sostituire i metodi di costruzione tradizionali con pratiche all’avanguardia che non blocchino le emissioni a livelli elevati per decenni a venire”.

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