• Articolo Roma, 30 gennaio 2017
  • Il percorso italiano dei RAEE, tra obiettivi e criticità

  • Dai target di raccolta alla normativa italiana: il nuovo focus sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Il percorso italiano dei RAEE, tra obiettivi e criticità

 

Il riferimento normativo nazionale vigente sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), è il D.Lgs. 14/03/2014 n° 49 attuazione della Direttiva 2012/19/UE che, dalla sua entrata in vigore il 12 aprile 2014, ha sostituito il D.Lgs. 25 luglio 2005 n. 151  prima norma di riferimento del settore.

Il D.Lgs. 49/2014 presenta diverse novità rispetto al D.lgs. 151/2005: l’estensione della norma ai pannelli fotovoltaici a fine vita alle pile ed agli accumulatori esausti, l’introduzione dell’uno contro zero, l’individuazione dei criteri di priorità nella gestione dei RAEE, l’obbligo in capo a chi vende prodotti tecnologici ed elettronici on line di garantire il ritiro dei RAEE ai propri clienti e i nuovi obiettivi di raccolta differenziata.

Tali obiettivi, fissati nell’art. 14, prevedono il raggiungimento di un tasso medio di raccolta dei RAEE di 4 kg l’anno per abitante fino al 31 dicembre 2015.

Dal 2016 l’obiettivo è pari al 45% calcolato sulla base del peso totale di rifiuti raccolti in un dato anno ed espresso come percentuale del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Il quantitativo deve poi aumentare gradualmente fino al 31 dicembre 2018 per conseguire al 1 gennaio 2019 il raggiungimento del tasso finale di raccolta pari al 65% o, in alternativa, un tasso minimo di raccolta pari all’85% del peso dei RAEE prodotti nel territorio nazionale.

 

I dati riportati nel recente rapporto rifiuti urbani  dell’ISPRA evidenziano nel 2015 una crescita del +4,3% della raccolta differenziata  rispetto all’anno precedente, non è stato però raggiunto a livello nazionale l’obiettivo fissato dal D.Lgs. 49/2014 poiché nel 2015 ci si è attestati a 3,7 kg per abitante per anno pari a 222.890 tonnellate di RAEE raccolte, con notevoli differenze fra Nord (4,7 kg/ab*anno) e Sud (2,1 kg/ab*anno), al  Centro il dato si attesta a 4 kg/ab*anno.

 

Ci sono diversi aspetti che hanno influito sul mancato raggiungimento degli obiettivi, a mio avviso due in particolare: la carenza di centri di raccolta comunali e la non conoscenza/diffusione/piena attuazione di alcuni strumenti normativi già in vigore.

I Centri di Raccolta Comunali (CdR), comunemente definiti ecocentri, isole ecologiche o ecopiazzole, sono quelle aree presidiate e attrezzate in cui gli utenti possono conferire in modo differenziato diverse tipologie di rifiuti tra cui i Raee. Le modalità di ritiro e gestione dei Raee dai CdR sono stabilite all’interno dell’Accordo di Programma fra l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ed il Centro di Coordinamento RAEE, il primo accordo è stato siglato nel 2008, l’ultimo a febbraio 2015 ha validità 3 anni ed è stato sottoscritto per la prima volta anche dai Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e dalle Associazioni delle aziende di raccolta dei rifiuti.

Su un totale di 7.983 Comuni i CdR utilizzati nel 2015 dai cittadini per il conferimento dei RAEE, secondo i dati riportati nell’ultimo rapporto del Centro di Coordinamento RAEE, sono in totale 3.906  così suddivisi: 2.432 al Nord, 625 al Centro e 849 nel Sud e Isole.

L’elaborazione riportata in tabella evidenzia come il numero di CdR rapportato al numero dei Comuni e degli abitanti decresca da Nord a Sud a dimostrazione della correlazione “basso n° CdR = bassa raccolta Raee” .

Immagine

I dati sul n° dei CdR sono estratti dal “Rapporto Annuale 2015” del Centro di Coordinamento Raee – I1 = [N° CdR/Comuni]; I2 = [N°CdR/abitanti]*1000

 

La presenza e la capillarità dei CdR comunale risultano pertanto determinanti per contribuire all’incremento della raccolta differenziata dei Raee oltre che a concorrere alla riduzione dei costi per la loro gestione.

L’altro aspetto riguarda l’efficacia di due decreti ministeriali: il Decreto 8 marzo 2010, n. 65 ed il Decreto 31 maggio 2016, n. 121.

Il D.M. 8 marzo 2010, n. 65 ha introdotto l’obbligo di ritiro in modalità Uno contro Unoper distributori (ad esempio i negozi di elettrodomestici), installatori e i  centri di assistenza tecnica che, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ad un nucleo domestico, hanno l’obbligo di ritirare gratis l’apparecchiatura equivalente che abbia svolto le stesse funzioni. Il DM 65/2010 prevede inoltre  l’obbligo da parte della distribuzione di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali oppure mediante il loro sito internet.

 

Il Decreto 31 maggio 2016, n. 121  “Regolamento recante modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonché’ requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto, ai sensi dell’articolo 11, commi 3 e 4, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49” entrato in vigore dal 22 luglio 2016 è noto anche come Decreto “Uno contro Zero“. È  uno dei regolamenti previsti dal D.Lgs. 49/2014 e prevede la possibilità da parte dei consumatori di portare i piccolissimi elettrodomestici, cioè tutti i RAEE di dimensioni inferiori ai 25 cm (cellulari, tablet, lettori mp3, radio, sveglie, mouse, spremiagrumi, spazzolini elettrici,  avvitatori elettrici, misuratori di pressione, ecc.),  presso qualsiasi punto vendita purché abbia una superficie di almeno 400 metri quadrati,  senza essere obbligati ad acquistare un nuovo prodotto equivalente. I distributori con una superficie inferiore non hanno l’obbligo di ritiro poiché la norma prevede che “possono effettuare all’interno dei locali del proprio punto vendita o in prossimità immediata di essi la raccolta a titolo gratuito dei RAEE provenienti dai nuclei domestici di piccolissime dimensioni conferiti dagli utilizzatori finali”

 

Tali DM non sembrano abbiano ancora prodotto l’effetto desiderato. Per la buona riuscita del sistema è necessaria una maggiore collaborazione fra produttori, mondo del commercio (in particolare la Grande Distribuzione Organizzata), Comuni e cittadini che devono essere correttamente informati. Solo in questo modo potranno si potranno ridurre i costi da parte di Enti locali e dei cittadini ed essere avviate a riciclo maggiori quantità di Raee per il raggiungimento gli obiettivi fissati dal D.Lgs 49/2014.

 

di Ing. Francesco Sicilia

 

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