• Articolo Roma, 16 settembre 2016
  • Le Buone Reazioni del riciclo

  • La realtà del riciclo, raccontata da principali consorzi italiani, e l’arte del recupero protagoniste oggi a Roma in un doppio appuntamento che scandisce il conto alla rovescia per Re Boat Race

Workshop Le Buone Reazioni (Foto di Giovanni Giuliani)

Workshop Le Buone Reazioni (Foto di Giovanni Giuliani)

 

(Rinnovabili.it) – In italia l’economia circolare, in quella che forse è la sua declinazione più classica, ossia le pratiche del recupero e riciclo dei rifiuti, sta crescendo in maniera positiva. A dimostrarlo sono i dati annuali della filiera e a ribadirlo sono i protagonisti di Le Buoni Reazioni, il workshop organizzato oggi a Roma nell’ambito di “da Le Voci nel Bosco a Fai la differenza c’è…”. All’interno del ricco contenitore di eventi, creato per diffondere la sensibilità ambientale tramite il gioco, la cultura e lo sport, non poteva mancare uno spazio di discussione e riflessione su cosa oggi siano le buone pratiche del riciclo. Dal palco offerto da Eur Roma 2, il direttore di Rinnovabili.it, Mauro Spagnolo, ha tessuto insieme le esperienze dirette di alcuni dei principali attori italiani del comparto nazionale – Corepla, Rilegno, Fise Unire, Comieco e Ricrea – vertebre di quell’apparato muscolo scheletrico che oggi è la gestione dei rifiuti nel bel paese.

 

Il quadro che l’evento ci restituisce è quello di una filiera articolata e complessa, in cui tutti gli attori hanno un ruolo essenziale, cittadini in primis. “In Italia si sta avanzando molto da questo punto di vista, soprattutto perché si sta diffondendo tra le famiglie la consapevolezza dell’importanza del riciclo”, spiega Spagnolo. Se il comportamento del singolo può fare la differenza è importante però che vi sia una continua opera di sensibilizzazione, come quella che oramai da anni porta avanti Re Boat Roma Race, l’originale regata di imbarcazioni auto-costruite a partire dai rifiuti. L’evento – culmine del programma  “da Le Voci nel Bosco a Fai la differenza c’è…” – è la dimostrazione che impegnarsi per regalare una seconda vita ai rifiuti oggi non è più soltanto un obbligo nei confronti dell’ambiente: salvare dalla discarica beni e prodotti di cui non abbiamo più bisogno può rappresentare anche un divertimento. Lo stesso divertimento che accompagnerà i green team che domenica gareggeranno sulle acque dell’Eur con le loro barche riciclate.

 

Workshop Le Buone Reazioni (Foto di Massimiliano di Maio)

Workshop Le Buone Reazioni (Foto di Massimiliano di Maio)

 

E se all’entusiasmo di questo tipo di iniziative uniamo i dati indiscutibilmente in crescita delle filiere di recupero, abbiamo un quadro generale complessivamente positivo. Positivo ma disomogeneo, ricorda Spagnolo. Nord, Centro e Sud dell’Italia corrono ancora a velocità differenti su quasi tutte le tipologie di rifiuto. Perché? “In parte – chiarisce Sara Dello Ioio, rappresentate Comieco – per problemi legati alle amministrazioni”. Comuni falliti o sciolti per infiltrazioni malavitose e una normativa nazionale e regionale che cambia spesso e maniera poco chiara, così come la confusione tra i soggetti responsabili della raccolta differenziata (ATO, ARO, Comuni, Associazioni di Comuni, Comunità montane ecc), rallentano od ostacolo un processo di per sé semplice. “Manca la chiarezza su chi oggi ha la responsabilità di fare cosa, sia a livello nazionale, – afferma Dello Ioio – che su scala regionale, provinciale e comunale […] Diamo ai cittadini la possibilità di fare la differenziata e di farla bene e vedrete che la faranno”.

 

E di quello che viene raccolto, spiegano i consorzi, oggi non si spreca quasi nulla, tutto viene recuperato. Basti pensare alla carta: gli imballaggi cellulosici presenti sul mercato italiano vengono dal riciclo e hanno più vite di un gatto. Questo perché le fibre possono essere recuperate e lavorate dalle 5 alle 7 volte.

In altre parole abbiamo a disposizione una vera e propria “foresta urbana” che fa il paio con un altro tesoro, la “miniera urbana” legata invece ai rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici. Ed è l’esperienza di Letizia Nepi di Fise-Unire (che oggi rappresenta oggi 25 aziende che trattano i RAEE) ad introdurre un altro elemento fondamentale: quello dell’informazione. Se gran parte degli italiani ha preso ormai confidenza con i contenitori della differenziata, ancora c’è del lavoro da fare per tutti quelli “fuori cassonetto”. E necessario per Nepi, “far conoscere le diverse modalità di resa per tutti quei componenti che non vanno conferiti nei cassoni della differenziata”. Il pensiero va subito al decreto Uno-contro-Uno o al più recente Uno-contro-zero (e per questo meno conosciuto) che dettano nuove e più semplificate modalità per liberarsi dai rifiuti elettronici. Le informazioni esistono e “i cittadini devono pretenderle”, aggiunge Nepi.

 

Ma dietro al luogo fisico del conferimento, spiega Massimo Di Molfetta di Corepla, c’è molto di più di quello che si vede. “Oggi quando si parla di differenziata tutti i cittadini pensano solo al cassonetto; dal nostro punto di vista dietro la differenziata c’è tutto un mondo industriale, c’è un modo di ricerca, di impianti e di occupazione” che lavora quotidianamente per massimizzare la parte di materiale riciclabile.

 

Workshop Le Buone Reazioni (Foto di Massimiliano di Maio)Prevenzione è invece la parola d’ordine per Monica Martinegno di Rilegno. Se per i rifiuti di legno il corretto smaltimento è apparentemente più semplice, visto la natura ingombrante degli stessi, un elemento chiave della cultura ambientale deve essere quello di “impegnarsi per far divenire un prodotto, rifiuto il più tardi possibile”.

E uno dei modi potrebbe essere quello del recupero creativo. Come quello esibito dalle opere che hanno partecipato a Contesteco, il concorso on line di arte e design sostenibile. Veri e propri artisti e semplici appassionati hanno raccontato, grazie all’obiettivo della propria macchina da presa, lo zoom della fotocamera o le proprie capacità creative, i temi del recupero e del riciclo dei rifiuti. La premiazione dei vincitori 2016 ha chiuso il workshop capitolino concretizzando l’idea della creatività nel riciclo. Uno su tutti: l’opera L’Altalena di Patrizia della Peruta, vincitrice del primo premio nella sezione Eco Creazioni d’arte – Appassionati/Amatori, una scultura   interamente realizzata con diapositive riciclate. Per dare prova  – nel caso ce ne fosse ancora bisogno – che i rifiuti non sono solo rifiuti.

 

LA FOTOGALLERY DEI VINCITORI DI CONTESTECO

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