• Articolo Roma, 27 luglio 2016
  • Piccoli Raee, il tasso di ritorno è inferiore al 15%

  • Cresce la raccolta di cellulari e piccoli elettrodomestici ma ancora troppi R4 rimangono fuori filiera della raccolta e riciclo

Piccoli Raee, il tasso di ritorno è inferiore al 15%

 

(Rinnovabili.it) – I piccoli apparecchi elettrici ed elettronici sono quelli che più facilmente disertano la raccolta differenziata. Vecchi cellulari, carica batterie o macchinette fotografiche, proprio in virtù dello loro dimensioni sono spesso e volentieri stipati in fondo a cassetti e armadi in attesa di una “gita” all’isola ecologica che potrebbe non arrivare mai. Il nuovo decreto uno contro zero nasce proprio per risolvere il problema, permettendo ai consumatori di conferire gratuitamente i piccoli raee direttamente  nei grandi centri di vendita o distribuzione di elettrodomestici.

 

In realtà, però, qualche cambiamento lo si era iniziato ad avvertire anche nell’ultimo periodo, come spiega Ecolight. Il consorzio nazionale per la gestione dei RAEE ha presentato oggi il Rapporto Sociale 2015, rivelando come siano state quasi 17mila le tonnellate di cellulari, elettrodomestici e elettronica di consumo gestite lo scorso anno, con un più 9% rispetto al 2014. “Le soluzioni innovative introdotte e la capillarità di azione hanno permesso al consorzio di incrementare i volumi gestiti complessivamente del 12,5%”, premette il presidente di Ecolight Walter Camarda. “Particolare attenzione è stata dedicata al raggruppamento R4, quello che comprende gli elettrodomestici di uso più comune, i cellulari e gli elettroutensili: questi rappresentano da soli oltre l’80% dei rifiuti gestiti da Ecolight e il 40% di quanto gestito dall’intero sistema RAEE in Italia. In vista dei nuovi obiettivi di raccolta è proprio qui che si gioca una partita importante: questi rifiuti hanno infatti un tasso di ritorno che è inferiore al 15% e una possibilità di recupero che supera il 95% del loro peso”.

 

Il consorzio ha deciso di investire nel campo dell’innovazione per cercare di intercettare i rifiuti elettronici di piccole dimensioni, quelli che maggiormente sfuggono ad un corretto iter di raccolta. Dando seguito al progetto europeo Identis WEEE, sviluppato con la multiutility Hera e la fondazione spagnola Ecolum, il consorzio ha incentivato la raccolta di prossimità di RAEE di piccole dimensioni installando 27 postazioni automatizzate nei grandi punti vendita dell’Emilia Romagna che hanno permesso di raccogliere 24,5 tonnellate di elettrodomestici e telefoni non più funzionanti. L’iniziativa ha trovato seguito nel corso del 2016 con l’avvio di altre 15 EcoIsole RAEE in Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio. “L’azione messa in campo va in una duplice direzione: ambientale e culturale. Non solamente Ecolight ha incrementato i volumi di rifiuti raccolti migliorando sempre i tassi di recupero, ma anche ha voluto aumentare la sensibilità ambientale verso i RAEE”, precisa il direttore generale del consorzio Giancarlo Dezio. “Sono questi i due canali che ci permetteranno di rispettare gli impegni europei in programma già alla fine di quest’anno”.

Un Commento

  1. Carlo Ghiglietti
    Posted luglio 31, 2016 at 1:31 am

    Ci spiegate una volta raccolti, questi oggetti che filiera seguono? domanda banale e magari fuori luogo, ma ok la raccolta, ma qual’è lo scopo ultimo? recuperare i metalli che sono all’interno? e come? e chi si prende i denari della vendita dei metalli preziosi?.
    Quante domande è vero, però lecite dato che si chiede di differenziare senza avere in cambio niente. L’Italia ha una tassa sui rifiuti molto alta. Trasparenza e serietà, oltre alle parole!

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