• Articolo Pomezia, 11 ottobre 2017
  • Pomezia primo comune a incentivare il vuoto a rendere

  • Il Consiglio Comunale di Pomezia ha votato l’inserimento in bilancio dello sconto TARI nei confronti di quegli esercenti che aderiranno al vuoto a rendere

vuoto a rendere

 

(Rinnovabili.it) – Il decreto ministeriale sul vuoto a rendere è entrato ieri vigore. A partire dal prossimo febbraio, per un anno, ristoratori ed esercenti potranno partecipare volontariamente al nuovo esperimento italiano di economia circolare: al momento dell’acquisto di bevande in imballaggi riutilizzabili, verseranno una cauzione che sarà data indietro al momento della restituzione dell’imballaggio usato. Un modo per iniziare mettere dei paletti alla produzione di rifiuti, permettendo al contempo di sensibilizzare la propria clientela (Scopri come funziona il nuovo progetto sperimentale di vuoto a rendere)

 

Niente di nuovo, dunque rispetto ad una pratica che era quasi la norma a metà del secolo scorso. Ecco perché nel Lazio c’è qualcuno che ha voluto rilanciare. Parliamo di Pomezia, primo comune d’Italia a proporre di incentivare il vuoto a rendere. In realtà il progetto va ben oltre una semplice proposta: la città è pronta ad approvare uno sconto sulla tariffa dei rifiuti per quanti entreranno a far parte del nuovo sistema virtuoso.

 

 

Come spiega il deputato del MoVimento 5 Stelle Stefano Vignaroli (firmatario del provvedimento inserito nel Collegato Ambientale) “Oggi il Consiglio Comunale di Pomezia ha votato l’inserimento in bilancio dello sconto TARI nei confronti di quegli esercenti, e di tutti i soggetti della filiera, che aderiranno al vuoto a rendere. Un provvedimento importante da parte del Sindaco Fucci, che spero e chiedo venga replicato da altri Comuni”

 

>>Leggi anche Collegato Ambientale, le novità su riciclo e rifiuti<<

 

Il progetto nazionale, pur non prevedendo nessun onere o costo aggiuntivo per i consumatori, non fornisce al momento alcun incentivo. Un elemento che per Vignaroli potrebbe esporre la “ad un esito fallimentare”. “Che pochi esercenti aderiscano alla sperimentazione, che partirà a febbraio e durerà un anno, è quello che vogliono le lobbies degli imballaggi inutili che tanto hanno osteggiato la nostra iniziativa parlamentare – continua il deputato pentastellato -. Pomezia è il primo Comune d’Italia che ha osato fare ció che il Governo non ha saputo e voluto fare”.

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