• Articolo Jyväskylä, 23 marzo 2018
  • Finlandia, nuovo sistema modulare per recuperare metalli dai RAEE

  • Un gruppo di ricercatori finlandesi ha sviluppato un approccio modulare al riciclo delle diverse tipologie RAEE

raee

 

 Il riciclo dei RAEE impara il finlandese

(Rinnovabili.it) – Un gruppo di ricercatori dell’Università di Jyväskylä, in Finlandia, ha sviluppato un approccio modulare al riciclo delle diverse tipologie di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Il nuovo processo di recupero è basato sull’idrometallurgia, una tecnica che si basa sulla chimica in soluzione acquosa per ricavare metalli da minerali, da minerali arricchiti o da materiali riciclati o residui. All’idrometallurgia gli scienziati hanno accoppiato la raffinazione tramite elettrolisi del rame e moderne tecnologie scavenger (lo scavenger è una sostanza chimica aggiunta a una soluzione allo scopo di rimuovere impurità indesiderate nei prodotti di reazione) per i metalli.

Ciò significa che i rifiuti elettronici trattati termicamente vengono lavorati in più fasi per separare i metalli. Il rame viene recuperato tramite estrazione per elettrolisi classica, mentre i metalli nobili vengono estratti usando un un nuovo metodo liquido combinato con scavenger di metallo all’avanguardia.

 

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“Stiamo producendo oro, argento, palladio, rame e platino con tassi di recupero e purezza molto elevati e metalli delle terre rare come ossidi”, spiega a Recycling International il capo del progetto Ari Väisänen, docente del dipartimento di chimica dell’Università di Jyväskylä e co-autore della ricerca.

Il progetto ha avuto inizio tre anni fa grazie anche al sostegno delle industrie tecnologiche finlandesi e del fondo di innovazione Sitra.

Un aspetto fondamentale del progetto di ricerca consiste nella capacità di analizzare la presenza di metalli critici in diverse fonti, in particolare nelle acque reflue e nelle ceneri volanti, anche a livelli di concentrazione molto bassi, sottolinea Väisänen. I ricercatori sono anche riusciti a identificare singole nanoparticelle di argento.

 

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