• Articolo Roma, 24 ottobre 2016
  • Riciclo: 9 Regioni in anticipo sull’obiettivo UE del 2020

  • Con la Valle d’Aosta salgono a 9 le regioni che riciclano già il 50% dei rifiuti urbani. Ma l’Italia continua a viaggiare a due velocità

Riciclo: 9 Regioni in anticipo sull'obiettivo UE del 2020

 

(Rinnovabili.it) – Sono nove, ovvero una più dello scorso anno, le Regioni italiane che hanno raggiunto l’obiettivo dell’Unione Europea in tema di riciclo. E lo hanno fatto con ben cinque anni di anticipo, perché il target di cui stiamo parlando – riciclare il 50% dei rifiuti prodotti a livello territoriale – è stato fissato al 2020. La new entry di questo 2016 è la Valle D’Aosta che va ad affiancare Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Sardegna. La Campania, la Toscana e l’Abruzzo sono invece prossime al raggiungimento dell’obiettivo.

Un buon trend dunque quasi ad esclusivo appannaggio del Nord Italia, che non demorde nonostante il lieve aumento dei rifiuti urbani prodotti. I dati sono quelli riportati dal VI Rapporto Anci-Conai, presentato oggi a Roma. Il documento scatta una fotografia puntuale della raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti e mostra i progressi raggiunti nel campo. A fine 2015, i Comuni che avevano già superato il 50% di riciclo (l’obiettivo della Direttiva Europea) erano 3.549, in aumento del 13% rispetto al 2014 e del 58,29% rispetto al 2013. Ma come sottolinea Filippo Bernocchi, delegato Anci a Energia e Rifiuti “allungando lo sguardo all’Italia nel suo complesso si conferma l’immagine di un Paese a due velocità, con un Nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l’obiettivo entro il 2020”.

 

Presentazione Rapporto 2

 

Nel dettaglio il report evidenzia, per il 2015, un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani, che si attesta a 512 kg per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%). Cosa significa questo gap? Che se è vero che ci si impegna di più nei volumi, non lo si fa altrettanto nella qualità dei materiali che vengono raccolti.: testimonianza di quanto sia importante continuare a informare i cittadini sulle corrette pratiche da seguire nella raccolta differenziata. L’intercettazione pro capite di raccolta differenziata segna un +7,90% con 253 kg per abitante, sia pur con grandi differenze fra Regione e Regione: si passa dai 357 kg della Liguria ai 54,81 della Sicilia.

 

“Con la presentazione di oggi – ha dichiarato Walter Facciotto, direttore Generale di Conai si conferma l’importanza della Banca Dati Anci Conai come elemento di riferimento per rendere il più possibile accessibili le informazioni sull’intero ciclo di gestione dei rifiuti di imballaggio. Gli oltre 7000 comuni attivi nella gestione dei rifiuti di imballaggio per il tramite dell’Accordo Quadro Anci Conai, rappresentano un’Italia che punta sulla raccolta differenziata e che ha permesso nel 2015 di assicurare l’avvio a riciclo di 3,8 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, con un incremento rispetto al 2014 di oltre 6 punti percentuali. Se al Nord la raccolta differenziata tende a consolidarsi, nel 2015 il Centro ed il Sud hanno intrapreso la strada giusta con un incremento superiore all’8% rispetto all’anno precedente, facendo registrare sensibili aumenti nelle raccolte dei rifiuti di imballaggio in plastica e vetro.

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