• Articolo Roma, 7 luglio 2016
  • Con il riciclo dei RAEE evitati 2.9 mln di tonn di CO2

  • Pubblicato il Green Economy Report: il documento fa il punto sull’impatto del sistema di riciclo dei RAEE in Europa e in Italia

Con il riciclo dei RAEE evitati 2.9 mln di tonn di CO2

 

(Rinnovabili.it) – Il riciclo fa bene all’economia e fa bene all’ambiente. E se parliamo di riciclo dei RAEE, quel bene ha numeri precisi: ben 2,9 milioni di tonnellate di CO2eq evitate all’atmosfera a livello europeo e oltre 16 milioni di euro in materie prime risparmiati solo  in Italia. I dati sono quelli offerti dal primo Green Economy Report (GER), rapporto, redatto da Remedia in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile.

 

La relazione mostra come, a livello nazionale, grazie al riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici si siano evitate nel 2015 l’emissione di circa 550 mila tonnellate di CO2eq. In questo contesto Remedia ha gestito oltre 39.800 tonnellate di rifiuti tecnologici – di cui 33.300 tonnellate di RAEE domestici (83,7%) raccolti in 698 Centri di Raccolta comunali, 3.600 tonnellate di RAEE professionali (9,1%) e 2.900 tonnellate di pile e accumulatori (7,3%), oltre a 600 tonnellate di altri tipi di rifiuti.

 

Nel complesso l’88,4 per cento dei rifiuti tecnologici raccolti e trattati da Remedia è stato avviato al riciclo ed il 3,1 per cento trasformato in energia: il dato particolarmente significativo che ne consegue è che solo l’8,1 per cento è destinato allo smaltimento finale in discarica mentre lo 0,4 per cento alla termodistruzione.

 

Dal punto di vista dei materiali l’analisi evidenzia nel dettaglio un recupero del 21 per cento di plastica, 20 per cento di vetro, un 6 per cento di altra categoria ed un 53 per cento di metalli. Di questi ultimi la stragrande maggioranza (77,7%) consiste in acciaio e ferro, mentre il piombo è recuperato con un 9,1 per cento, l’alluminio con il 6,3 per cento ed il rame con il 6,2 per cento. Dalla elaborazione della Fondazione Sviluppo Sostenibile su dati Remedia, Eurostat, World Bank e Indexmundi, emerge come nell’anno passato il consorzio abbia così contribuito a ridurre i costi di importazione di materie prime per un valore complessivamente stimato in circa sedici milioni di euro.

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