• Articolo Cagliari, 5 ottobre 2017
    • Sardegna: al via il solare a contrazione sperimentale di Ottana

    • Inaugurata la prima centrale termodinamica italiana connessa alla rete. L’impianto integra il fotovoltaico a concentrazione e due differenti sistemi di accumulo.

    solare a contrazione

     

    In Sardegna il solare a concentrazione si sdoppia

    (Rinnovabili.it) – In Italia si può ancora produrre energia solare senza sfruttare suoli produttivi e impiegando la buona tecnologia italiana. A dimostrarlo sarà l’innovativo solare a contrazione della Sardegna. Progetto sperimentale votato al mix tecnologico, l’impianto ha oggi compiuto un nuovo passo avanti con l’inaugurazione del primo lotto nell’area industriale di Ottana.

    Il progetto è stato realizzato dall’ENAS, l’ente acque della Sardegna, e finanziato dalla Regione con ben 12 milioni di euro: 10  elargiti dall’Assessorato all’Industria e i rimanenti da quello ai Lavori pubblici, entrambi presenti attraverso i loro rappresentati al taglio del nastro.

     

    “Il nostro obiettivo – ha commentato l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras – è rendere attrattive le zone a vocazione imprenditoriale come quella di Ottana, dove è nostro intento, e l’inaugurazione dell’impianto di oggi ne è una prova, creare infrastrutture per consentire una ripresa produttiva, a partire da settori quali l’agroalimentare e soprattutto quelli alternativi al vecchio modello industriale”.

     

    Il celebre polo sardo è al centro di un piano di reindustrializzazione che punta soprattutto sull’energia per risollevare la zona dalla crisi. La vera svolta sembrerebbe dover arrivare dal GNL e dunque dalla riconversione della centrale termoelettrica, ma un piccolo ruolo è stato affidato anche alle fonti rinnovabili e all’innovazione verde. Due aspetti perfettamente incarnati dal nuovo solare a concentrazione sperimentale.

     

    Il progetto è costituito da due distinti sistemi di produzione energetica: un impianto solare termodinamico monoassiale con accumulo termico e uno fotovoltaico ad inseguimento biassiale con accumulo elettrochimico. La potenza erogata sarà relativamente piccola, circa 1 MWe, ma il suo scopo sarà più che altro quello di fornire una piattaforma di sperimentazione su scala industriale per le tecnologie solari.

    L’impianto permetterà anche di studiare la gestione dell’energia attraverso le micro reti intelligenti. Di manifattura al 100 per cento “made in Italy”, la centrale potrà vantare un primato non poco: è la prima installazione italiana di solare termodinamico allacciata alla rete elettrica.

     

    >>Leggi anche La Sardegna presenta il nuovo bando efficienza e micro-reti<<

     

    Come ricorda l’assessore dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarin, il lotto inaugurato non è a sé stante, ma parte di un intervento più ampio che la Regione sta portando avanti  al fine di abbattere i costi energetici della gestione del sistema idrico multisettoriale a beneficio del bilancio regionale. “È un punto di partenza verso traguardi ancora più importanti. Nell’ambito del raggiungimento dell’autosufficienza energetica, l’ENAS porterà avanti il completamento degli impianti a Ottana, un progetto suddiviso in quattro lotti per una spesa complessiva di 59 milioni di euro”.

     

    L’entusiasmo della giornata è stato però smorzato dagli ultimi fatti di cronaca che vedono l’installazione al centro di un’inchiesta della Procura di Cagliari. A quanto è emerso dall’operazione dei finanzieri dei Nuclei di Polizia Tributaria di Cagliari ed Oristano, sarebbe stata pagata una tangente i circa 90mila euro (prima tranche di una mazzetta complessiva di 135mila euro) per la gara di progettazione ed esecuzione dell’impianto. E a solo un giorno dall’inaugurazione sono scattate le manette per cinque persone (tra cui un ex amministratore Enas) tra il capoluogo sardo, Forlì, Nuoro e Modena, accusate di corruzione.

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