• Articolo Washington, 19 settembre 2019
  • Gli investimenti in città a zero emissioni offrono ritorni per migliaia di miliardi

  • Il report della Coalition for Urban Transitions sottolinea il ritorno economico di misure a sostegno del taglio delle emissioni nelle aree urbane.

 

Investendo il 2% del Pil mondiale nella creazione di città a zero emissioni, si potrebbero sostenere 87 milioni di posti di lavoro

(Rinnovabili.it) – Un nuovo rapporto della Coalition for Urban Transitions mostra come i Governi nazionali che investono in città a zero emissioni possono migliorare la prosperità economica, rendere gli agglomerati urbani luoghi migliori in cui vivere e ridurre rapidamente le emissioni inquinanti. Il report rileva che l’implementazione di misure a basse emissioni di carbonio nelle città potrebbe garantire guadagni pari a quasi 24 mila miliardi di dollari entro il 2050 riducendo le emissioni di gas serra del 90%.

Secondo lo studio, il consistente taglio delle emissioni urbane sarebbe possibile utilizzando tecnologie e pratiche attualmente disponibili offrendo allo stesso tempo un ritorno economico significativo. Investendo circa il 2% del Pil globale, pari a poco più di 1,8 mila miliardi di dollari l’anno, si otterrebbero rendimenti annuali pari 2,8 mila miliardi di dollari nel 2030 e 7 mila miliardi di dollari nel 2050 in base al solo risparmio sui costi.

 

Molte delle misure a basse emissioni di carbonio suggerite nel report si ripagherebbero da sole in meno di 5 anni (come ad esempio illuminazione più efficiente, veicoli elettrici, logistica dei trasporti migliorata e gestione dei rifiuti solidi).

Secondo il report, inoltre, gli investimenti in misure a basse emissioni di carbonio nelle città potrebbero sostenere 87 milioni di posti di lavoro ogni anno entro il 2030. Tali misure ridurranno anche l’inquinamento atmosferico, la congestione del traffico e miglioreranno la produttività dei lavoratori.

 

>>Leggi anche Roma, Milano e altre 24 città firmano la Dichiarazione per l’adattamento climatico<<

Lo studio segnala come siano oltre 10 mila le amministrazioni locali che hanno già sviluppato misure di contenimento delle emissioni. Tuttavia, sottolineano, gli esperti della Coalition for Urban Transitions, le scelte dei governi locali hanno un potere diretto su meno di 1/3 del potenziale di riduzione delle emissioni nelle proprie città. I governi nazionali e statali avrebbero potere decisionale su un ulteriore 1/3, mentre la quota restante dipenderebbe dall’interazione di diversi livelli di amministrazione (locale, regionale, nazionale e internazionale) a dimostrazione del ruolo chiave della cooperazione per sviluppare strategie di lotta alle emissioni.

 

“Le città sono motori di crescita, innovazione e prosperità – ha commentato António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite – Questo report mostra come i giusti investimenti possano costruire città e comunità sostenibili e vivibili che ci aiuteranno a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e quelli dell’Accordo di Parigi. È possibile e realistico realizzare emissioni urbane nette pari a zero entro il 2050. Ma per arrivarci, avremo bisogno del pieno impegno dei governi delle città combinato con azioni e sostegno coordinate a livello nazionale”.

 

>>Leggi anche Berkeley è la prima città USA a mettere al bando il gas naturale<<

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *