• Articolo Pisa, 2 dicembre 2015
  • Monilità, lavoro, energia e cloud

    Smart cities, a Pisa una nuova cittadella digitale

  • A Pisa l’area digitale di 13.000 mq, firmata CNR, che sfoggia tutti i traguardi raggiunti dalle tecnologie smart cities italiane

Smart cities, a Pisa una nuova cittadella digitale

 

(Rinnovabili.it) – Pisa è pronta per salire sul podio delle smart cities italiane con l’apertura del quartiere digitale firmato CNR – Centro Nazionale Ricerche -. La zona di 13.000 metri quadrati che ingloba i 13 istituti ed i laboratori di ricerca pisani, tra cui la Scuola Superiore Sant’Anna e l’ENEA, è diventata una delle città intelligenti più tecnologiche sul territorio italiano. Questo traguardo è stato raggiunto grazie agli ICT e alle soluzioni applicate alla mobilità, alla sicurezza, alla gestione del personale e all’efficienza energetica.

A coordinare il progetto Erina Ferrero, del Centro Nazionale di Ricerche ISTI, che ha saputo guidare il team di ricercatori attraverso tutte le fasi della progettazione delle tecnologie legate alle smart cities.

 

“Tutte le applicazioni e le tecnologie sono ‘made in Cnr’ – spiega Domenico Laforenza, presidente dell’Area della ricerca del Cnr di Pisa – e proprio la nostra area è un laboratorio vivente di innovazioni che possono essere prese come modello per le future smart cities, per le pubbliche amministrazioni e per i singoli cittadini che vogliano ottimizzare le risorse nei settori della mobilità, della sicurezza e del risparmio energetico”

 

Le tecnologie smart cities del quartiere pisano:

  • Smart building, una serie di sensori tiene sotto controllo i consumi e le prestazioni degli edifici dell’area e ne facilita la manutenzione degli impianti.
  • Smart parking, una serie di telecamere riassume la situazione del parcheggio nelle aree e conta i posti liberi per consigliare le vie meno affollate
  • Smart navigation, attraverso una mappa interattiva dell’area si può tenere sotto controllo l’orario delle lezioni e farsi consigliare i tragitti per raggiungere i vari laboratori.
  • Smart badge, al posto del tradizionale badge a controllare gli orari dei lavoratori è un’applicazione mobile da scaricare sul cellulare, che attraverso un QRcode comunica con i sensori degli uffici e consente di visualizzare in qualsiasi momento lo storico delle ore di lavoro.
  • Smart shared mobility, anche questa volta la protagonista è un’app, che consiglia a chi frequenta la smart area il percorso più intelligente e meno impattante per raggiungere un punto.
  • Smart cloud, una grande banca dati raccoglie le informazioni di tutte le altre tecnologie per stilare report e sviluppare nuove tecnologie.

Un Commento

  1. elena
    Posted dicembre 2, 2015 at 3:19 pm

    Insieme alle smart cities bisognerebbe investire nelle smart energies. Le rinnovabili servono ora e subito. Persino nei Paesi in via di sviluppo se ne sono accorti. Visto quello che stanno facendo in Malesia? http://www.webuildvalue.com/it/opere-e-progetti/ulu-jelai-energia-verde-per-la-malesia.html#

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