• Articolo Chicago, 4 marzo 2016
  • Promosso dal Computation Institute dell’Università di Chicago

    Smart city e big data, Chicago testa l’IoT a scala urbana

  • La rete di 500 sensori trasforma Chicago in una città super-intelligente grazie all’Internet of Things su scala urbana. Misureranno decine di parametri ambientali e non solo

Smart city e big data, Chicago testa l’IoT a scala urbana

 

(Rinnovabili.it) – Una rete di sensori collocati in punti strategici della città per misurarne tutti i “parametri vitali”. E rispondere di conseguenza, rendendo migliore e più semplice la vita degli abitanti della smart city. A Chicago è in corso un progetto denominato “Array of Things”, che si può tradurre come Matrice delle Cose, promosso dal Computation Institute dell’Università di Chicago. Il nome allude, ovviamente, all’Internet delle Cose ma ricalibrato su scala urbana. Attualmente il progetto è in fase di test e potrebbe diventare una valida soluzione per le amministrazioni che intendono avvalersi di uno strumento più preciso e sempre aggiornato nel decidere quali politiche portare avanti per la città, su cosa investire in via preferenziale, in breve per avere il polso della situazione.

 

Smart city e big data, Chicago testa l’IoT a scala urbana

 

Tutto si basa sui primi 500 sensori, i nodi della rete. Già dalla fase iniziale misureranno una gran quantità di parametri, tra cui temperatura, pressione, quantità di luce, vibrazioni, particelle inquinanti come CO, NO2, SO2, ozono, e ancora l’inquinamento acustico, il traffico pedonale e veicolare, la temperatura in superficie. In un secondo tempo verranno monitorati anche altri fattori urbani di interesse, quali il livello delle acque, le precipitazioni, il vento e altri agenti inquinanti.

 

Smart city e big data, Chicago testa l’IoT a scala urbanaChe ne sarà di questa immensa mole di dati? L’Array of Things rende disponibili dati in tempo reale e geolocalizzati ai ricercatori (oltre che al pubblico: nulla verrà tenuto segreto, assicura l’amministrazione cittadina). A loro il compito di studiarli, rielaborarli, eventualmente creare programmi e applicazioni per gestire e sfrondare la mole di informazioni. Obiettivo finale: permettere a politici, amministratori, sviluppatori informatici e residenti di collaborare per fare di Chicago una vera smart city, più efficiente, capace di risparmiare sulla spesa pubblica, in grado di essere proattiva e anticipare potenziali problemi ed emergenze.

Questo a scala urbana. Ma l’Array of Things è pensato per servire a qualsiasi abitante, real-time, nella vita di tutti i giorni. Tra le possibilità allo studio, spicca quella di realizzare delle app specifiche che consentano a chiunque, tramite smartphone, di venire avvisato ad esempio di quale percorso seguire per evitare certi inquinanti o allergeni, modificare il tragitto per evitare le isole di calore, i tratti più congestionati o dove l’inquinamento acustico è maggiore.

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