• Articolo Barcellona, 9 febbraio 2016
  • Il progetto finanziato col crowdfunding

    Smart City, Watly è il dispositivo tuttofare off-grid

  • Filtra le acque reflue e quelle salate, è autonomo grazie ai pannelli fotovoltaici e può ospitare una pista di atterraggio per droni e una stampante 3D

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(Rinnovabili.it) – Filtra l’acqua, ricarica smartphone e tablet, fa atterrare i droni. Quasi del tutto off-grid. L’ultima innovazione in ottica smart city si chiama Watly ed è anche un po’ italiana, visto che l’azienda spagnola che l’ha progettato lo produce a Palmanova. Questo dispositivo multi-funzione è pensato in realtà come arredo urbano, sia per le dimensioni sia per i vantaggi che porta a tutta la comunità.

Watly ha grossomodo la forma a X di un cromosoma e si sviluppa orizzontalmente. La sua struttura modulare permette di modificarne le prestazioni a seconda del bisogno. Tra le funzioni principali spicca la capacità di purificare fino a tre milioni di litri d’acqua all’anno. Grazie a un processo di distillazione a compressione di vapore, il dispositivo può rendere potabile qualsiasi tipo di acqua, incluse quelle di scarico e quelle salate.

Smart City, Watly è il dispositivo tuttofare off-grid

 

Il dispositivo off-grid per smart city

Inoltre per svolgere questo compito non ha bisogno di essere collegato alla rete elettrica. Infatti Watly dispone di una serie di pannelli fotovoltaici che ne ricoprono le quattro estremità, bastevoli a rendere l’intero dispositivo energeticamente autosufficiente. L’energia prodotta in eccesso alimenta diverse prese, da cui chiunque può ricaricare smartphone, tablet e altri dispositivi. Ovviamente Watly ha anche dei router interni che garantiscono la connessione internet.

Altro punto di forza di Watly è la sua modularità. Per questo è possibile virare in direzione smart city installandolo sia all’aperto, in spazi pubblici come parchi cittadini, sia al chiuso come l’atrio di un’università. Può infatti ospitare, nella parte centrale dove si incrociano i due bracci, una piccola piattaforma d’atterraggio per droni. Ma è progettato anche per incorporare una stampante 3D. A patto di avere abbastanza spazio: Watly richiede un’area di 20×40 metri e una settimana di assemblaggio. Per ora Watly è solo un prototipo, per avviarne la produzione nel mese di febbraio verrà lanciato un crowdfunding.

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