• Articolo Parigi, 11 gennaio 2015
  • Con l'obiettivo di ridurre del 75% le emissioni cittadine

    Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

  • L’architetto immagina una Parigi stravolta: un’oasi di sostenibilità in cui nel 2050 le sue 8 torri verdi porteranno una vera e propria foresta nella capitale

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

(Rinnovabili.it) – L’architetto francese Vincent Callebaut stupisce tutti con il progetto “2050 Paris Smart City. Il masterplan è composto da otto torri verdi progettate singolarmente che inserite nel panorama della città creano un atmosfera visionaria, futuristica ed indubbiamente affascinante. Il colore prevalente è il verde: le piante sono sui tetti, nei balconi, fanno parte della pavimentazione e ricoprono i prospetti. Tra la vegetazione si scorgono pale eoliche, veicoli elettrici, battelli ricoperti di vegetazione e celle fotovoltaiche nell’intento di ridurre del 75% le emissioni per il 2050.

 

La torre montagna, per combattere il l’isola di calore nel centro della città

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Le torri montagna sono progettate per il primo municipio e si sovrappongono agli edifici storici di Rue de Rivoli. Immaginate come degli alti coni di vetro rovesciati quasi del tutto avvolti da vegetazione, le torri verdi dovrebbero sorgere sopra gli edifici esistenti del centro della città e funzionare come condizionatori naturali per contrastare il fenomeno dell’isola di calore del nucleo cittadino.

 

La torre antismog, 23 km di cicloni contro l’inquinamento

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Nel centro cittadino,  14° arrondissement, un percorso verde di 23 km sostituisce le vecchie rotaie del tram tra orti urbani e piste ciclabili. Le corti interne degli edifici e gli spazi verdi vicini ai percorsi ospitano delle enormi torri cave che contengono turbine eoliche assiali, studiate per purificare l’aria del centro della città.

 

La torre fotosintesi, per mascherare la vecchia e odiata Torre Montparnasse

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Nel 1973 nel 15° municipio veniva ultimata la Torre Montparnasse, tra le critiche di cittadini e autorità. Callebaut pensa a una torre ricoperta di alghe capaci di generare energia grazie a un processo foto sintetico che fa da mantello verde al vecchio edificio. Il grattacielo è affiancato da due piccoli edifici analoghi. Con la sua maglia triangolare di alghe la torre saprà finalmente conquistare i parigini?

 

La torre nido di bamboo, un intreccio davvero green

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Una struttura di bamboo ricopre le 13 torri verdi del quartiere Massena e contiene dei veri e propri orti urbani. Le torri sono interrotte a metà per lasciare spazio alle turbine eoliche ad asse orizzontale che rendono l’edificio tra i più efficienti tra quelli del masterplan. Una selva di piccole turbine invade i tetti per il massimo dell’efficienza.

 

La torre alveare, per aumentare la densità dei quartieri residenziali

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Un alveare di piccole abitazioni si va a sovrapporre al tessuto cittadino esistente per raddoppiare la densità del ventesimo distretto. Le mini-tipologie edilizie con struttura metallica vanno ad innestarsi sugli edifici esistenti per creare dei macrocondomini green, come solo le api sanno fare.

 

La torre fattoria, riporta la di campagna nel ventesimo distretto

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Sembrano mucchietti di sassi e invece sono 4 superfattorie capaci di fornire la città di ogni genere di prodotto agricolo e restituire prezioso ossigeno all’atmosfera cittadina. I prodotti a chilometri zero elimineranno anche le emissioni dovute al trasporto dalla campagna alla città.

 

Le torri mangrovia, una foresta di servizi per i viaggiatori della Gare du Nord

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

Come le radici delle mangrovie queste torri verdi crescono tra i binari della Gare du Nord, fornendo la stazione di servizi ed alloggi per i viaggiatori. La tecnologia piezoelettrica trasformerà i movimenti della caotica vita della stazione in energia in grado di servire la selva di edifici.

 

La torre ponte, l’edificio anfibio che scavalca la Senna

Le 8 torri verdi di Vincent Callebaut per Parigi Smart City del 2050

 

L’ultima torre verde progettata da Callebaut in realtà è un ponte. Le due strutture gemelle si servono dell’energia idroelettrica generata dal movimento dell’acqua e di quella eolica delle turbine incastonate nella struttura per dotare la città allo stesso tempo di un nuovo ponte e di un grattacielo a impatto zero.

2 Commenti

  1. TheQ.
    Posted gennaio 11, 2015 at 12:44 pm

    figata, peccato che sia un completo nosense quello su cui si basa tale tipo di architettura.
    Basta essere ingegneri civili che sanno redarre un pian di sicurezza per altezze superiori a 15 metri (e verifica patentino grandi altezze) per rendersene conto. Od agronomi.

    • redattore2
      Posted gennaio 12, 2015 at 9:52 am

      Penso che lo scopo di questo tipo di architettura non sia quello di proporre progetti realmente realizzabili ma di stupire e provocare una reazione in chi li osserva. Io credo che l’architetto volesse indicare una nuova via e un nuovo modo di pensare alla città scegliendo come tema centrale la sostenibilità. Più volte nel corso della storia dell’architettura sono stati proposti progetti urbanistici visionari e per l’epoca irrealizzabili; rimanendo sul tema di Parigi basti pensare al progetto Plan Voisin del 1925 di Le Corbusier. Quando si guardano questi progetti in mia opinione non bisogna porsi domande sull’effettiva realizzabilità dell’architettura ma interrogarsi su qual’è la via da scegliere per il futuro delle nostre città.

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